Il fondo per la non autosufficienza priorità per un Paese che invecchia

01 luglio 2012

anzianoIl fondo per la non autosufficienza va non solo ripristinato, ma anche riordinato, tenendo presente che la non autosufficienza, una volta definita, può e deve reperire le risorse da una riqualificazione dell’attuale spesa pubblica. È il principio che sta alla base del progetto di legge predisposto dal responsabile del Welfare del Pd Giuseppe Fioroni, alla quale ho dato la mia adesione. Si tratta di una tra le riforme più urgenti per il nostro Paese, in cui l’età media si allunga e occorre rispondere alla domanda di qualità della vita della popolazione più anziana in un quadro di compatibilità economica che ancora non c'è: per questo diventa necessario ridefinire la ‘non autosufficienza’, quali prestazioni lo Stato sia in grado di garantire ai cittadini non autosufficienti, che vivono ben oltre i 75 anni per migliorare la qualità della loro vita, e soprattutto come trovare una sostenibilità economica che consenta di dare risposta a chi non ha altre possibilità e faciliti anche coloro che possono compartecipare per avere strutture di tipo mutuale o integrativo. Da una riforma siffatta passa dunque il futuro della salute e dello sviluppo di un Paese come l’Italia, che purtroppo è ancora a crescita zero.

Il nuovo Fondo per la non autosufficienza previsto in questo disegno di legge è destinato ad erogare indennità ed assegni di cura commisurati alla gravità del bisogno assistenziale. Si prevedono tre livelli di intervento: un’indennità di accompagnamento di 490 mensili e, sulla base del bisogno assistenziale, assegni di cura di 900 e 1.200 euro. Una decurtazione del 30 per cento è prevista per i soggetti anziani con alto reddito familiare. Il Fondo, gestito dall’INPS, sarà a finanziamento plurimo, in parte alimentato da risorse statali, in parte nella fase iniziale con un’aliquota dello 0,5 dell'attuale contributo obbligatorio sulle retribuzioni, nonché con un contributo di solidarietà a carico delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni immobiliari sopra il valore di 1,2 milioni di euro.
 
 
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pubblicata il 01 luglio 2012

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