Una legge cornice per valorizzare il commercio equo e solidale per un mercato sostenibile

01 luglio 2012

commercio_equosolidaleMartedì mattina 26 giugno, alla Camera, è stata presentata alla stampa la proposta di legge a prima firma del collega Lino Duilio "per la promozione del commercio equo e solidale e la disciplina del suo esercizio", che ho sottoscritto anch'io insieme a molti altri colleghi, in modo bipartisan, con lo scopo che si arrivi quanto prima alla sua discussione in Commissione Attività Produttive. Presenti anche molti rappresentanti di questo settore economico, tra cui Alessandro Franceschini, Presidente AGICES, anche lui di Treviso.

Nato originariamente negli anni cinquanta nel nord Europa come settore di nicchia, nel corso di pochi decenni il commercio equo e solidale ha conosciuto una notevole espansione dal ‘basso', per opera di associazioni, del volontariato e di cittadini sensibili ai valori della sostenibilità e grazie al concorso di molteplici fattori: dalla progressiva estensione delle aree geografiche coperte, nonché del quantitativo e delle tipologie dei beni commerciali, alla creazione di strutture internazionali, per giungere, non da ultimo, anche all'utilizzo dei canali della grande distribuzione, della distribuzione automatica e della ristorazione collettiva. Solamente in Europa, il movimento del commercio equo coinvolge nel suo circuito più di 5 milioni di produttori, 200 organizzazioni importatrici, 3.000 botteghe del mondo in 25 Paesi e 100.000 volontari.

Nel mio intervento ho rilevato come il commercio equo e solidale non rappresenti, a mio avviso, né una distorsione, né un'alternativa al libero mercato, ma piuttosto un importante strumento per sfruttarne le caratteristiche positive, facendo diventare la solidarietà stessa una delle variabili competitive su cui si gioca la concorrenza nel mercato. Se, infatti, la tensione intrinseca del sistema di mercato porta, per la stessa natura del meccanismo concorrenziale, ad esaltare gli individui in qualità di consumatori, il CEES è uno strumento attraverso il quale la responsabilità sociale dei consumatori può dare un contributo positivo alla soluzione dei problemi della sostenibilità sociale ed ambientale dello sviluppo, generando importanti effetti indiretti in imprese ed istituzioni contribuendo ad orientarne i comportamenti. Numerosi studi recenti di carattere teorico ed empirico dimostrano infatti che la nascita del commercio equo e solidale ha avuto il merito di "rivelare" ai produttori tradizionali operanti sul mercato la presenza di una quota non marginale di consumatori le cui scelte di consumo sono basate non solo sui tradizionali elementi di prezzo e qualità del prodotto, ma anche, e in maniera non marginale, dal valore sociale contenuto nel prodotto stesso. Questa scoperta rende ottimale per le imprese tradizionali, in termini di perseguimento del proprio obiettivo di massimizzazione del profitto, aumentare il proprio grado di responsabilità sociale al fine di catturare la quota di consumatori più attenti al contenuto sociale dei prodotti.

In questo modo i principi del commercio equo e solidale assumono un ruolo di "lievito" del sistema delle relazioni economiche in direzione di una loro maggiore sostenibilità e della risoluzione di una serie di fallimenti del mercato: la loro applicazione non coercitiva, ma fondata sulla libera scelta dei consumatori, rappresenta dunque un'opportunità di aumento del benessere dei consumatori attraverso un ampliamento della gamma dei prodotti che tenga conto dell'importanza del contenuto sociale degli stessi, in coerenza - e non in contraddizione - con i principi di un mercato libero e dal volto umano.

Nell proposta di legge, ‘leggera' e rispettosa del principio della sussidiarietà che ha ispirato la nascita di questo settore, vogliamo riconoscere ufficialmente il ruolo svolto da tutti i soggetti che operano a diverso titolo nel commercio equo e solidale con indicazioni e definizioni precise in merito al significato e alle finalità che deve perseguire questa forma di commercio per potersi definire tale. In secondo luogo, miriamo a fornire a tutti i soggetti interessati e, in particolare, ai consumatori, garanzie di trasparenza e di correttezza sulle modalità produttive e sulle prassi produttive ed organizzative attuate in Italia e nei Paesi del sud del mondo dalle molteplici organizzazioni che operano in tale settore. E' previsto sia un sistema di certificazione univoco e controllato, ma svolto in forma sussidiaria, che attesti i processi produttivi delle merci provenienti dal circuito del commercio equo e solidale, che di un meccanismo di registrazione dei soggetti esercenti attività di commercio equo e solidale in appositi albi e registri tenuti a livello nazionale. Inoltre desideriamo promuovere e finanziare una serie di azioni di sostegno a beneficio sia dei prodotti equo e solidali che delle organizzazioni che operano in tale settore, così come avviene già da alcuni anni in altri contesti nazionali.

 

LEGGI IL TESTO DEL PROGETTO DI LEGGE »

pubblicata il 01 luglio 2012

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