Artigianato Trevigiano: motore dell'economia e sostegno al sistema creditizio

20 maggio 2012

artigiani_tvDomenica 20 maggio ho partecipato alla cerimonia del ventennale di Artigianato Trevigiano all'Arena Zoppas di Conegliano: una giusta celebrazione di tanti imprenditori che costituiscono l'ossatura del nostro tessuto produttivo, che creano innovazione, occupazione e valori sociali, e che vogliono vincere attraverso la loro associazione la sfida del cambiamento epocale in atto, facendo più rete, aggregazione e massa critica.  Alla tavola rotonda – presenti anche gli europarlamentari Cancian e Scottà - ho manifestato il mio pensiero: occorre ricostruire concretamente un nuovo rapporto tra Stato e cittadino. Il primo deve essere a servizio del secondo e non viceversa, secondo la nostra Costituzione. A cominciare dal rapporto fisco-contribuente: per portarci in media europea dovremmo abbassare le tasse sui redditi da lavoro e impresa di 50 miliardi l'anno. E' ora di ristrutturare lo Stato per recuperare le risorse necessarie a farlo, oltre a quelle reperibili dalla lotta all’evasione fiscale.

Come ho rilevato nel contributo chiestomi dall’Artigianato Trevigiano di Treviso nella prefazione del volume che ripercorre i 65 anni di attività dell’associazione, l’artigianato rimane un comparto importante per l'economia del Paese e in molti territori, come quello trevigiano, rappresenta il vero tessuto connettivo del sistema economico locale. La sua duplice funzione, economica e sociale al tempo stesso, è dovuta alla capacità  di coniugare l’operosità con l’ingegno, la creatività con il rigore, l’attaccamento alla  tradizione con lo spirito di innovazione. Nel mio contributo ho evidenziato come paradossalmente siano gli artigiani e le piccole imprese ad avere avuto nell’attuale situazione di crisi un ruolo di sostegno al sistema creditizio, attraverso la prestazione di garanzie reali, in quanto - a differenza delle società a responsabilità limitata - mettono a capitale la propria casa, il capannone e il proprio patrimonio. Se non ci fossero stati loro, la crisi in atto avrebbe avuto conseguenze ancor più gravi sul nostro territorio.  Per questo ora è arrivato il momento che la politica assuma decisioni forti a loro tutela, arginando anche i drammi personali e familiari di cui i suicidi per motivi economici sono la punta dell’iceberg.

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pubblicata il 20 maggio 2012

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