Approvato il testo di legge sulla parità di genere negli enti locali: una tappa importante per la democrazia

09 maggio 2012

quote_rosaNella seduta di martedì 8 maggio, a larga maggioranza (372 sì, 21 no e 48 astenuti, quasi tutti della Lega, anche se non si può non rilevare il gran numero di assenze – circa 190 deputati - sui banchi dell’aula) abbiamo votato la proposta di legge, che ora passa al Senato, in base alla quale gli statuti degli enti locali dovranno definire - entro sei mesi dal varo finale del testo - norme volte alla promozione di pari opportunità tra i generi nelle giunte e negli organi collegiali nonché negli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti. Vengono previste misure promozionali dell'equilibrio di genere nell'accesso alle cariche elettive, agli organi esecutivi ed agli uffici pubblici.

La questione femminile è un tema di equità e di giustizia, oltre che un importantissimo tema economico. Tutte le ricerche dimostrano che c’è un legame tra occupazione-partecipazione femminile e aumento del Pil. Le donne rappresentano oltre la metà della popolazione italiana e mondiale e tutta una serie di indicatori ci dicono che studiano e sono brave: non c’è motivo perché non lavorino e non facciano carriera. Non ci sarebbe neanche motivo di parlare di questo argomento, se non fosse che sulla loro effettiva partecipazione siamo parecchio indietro, soprattutto in Italia. E' bene parlare del perché è importante avere più donne inserite nel mondo del lavoro, di come aiutarle a crescere professionalmente, ma senza dimenticare che esiste una dimensione personale da tutelare. Al contrario degli uomini, molto spesso le donne ai vertici hanno rinunciato alla famiglia o comunque non ce l’hanno. Non deve essere così e per questo è necessaria anche una maggiore rappresentanza politica femminile, che dovrebbe essere un obiettivo del governo sulla base dei criteri della competenza e della neutralità di genere. Per questo l'approvazione ieri in prima lettura alla Camera del testo di legge per il riequilibrio delle rappresentanze di genere negli enti locali e consigli regionali è un passo importante in avanti in questa direzione, anche se avremmo voluto come parlamentari del Pd un testo più coraggioso. Qualche sacrificio si è reso tuttavia necessario per trovare una mediazione che consentisse il passaggio positivo e trasversale in Parlamento.

Con l’introduzione della doppia preferenza per un candidato uomo e una candidata donna, visto quanto è già accaduto per effetto della legge regionale adottata in Campania, si favorirà un sensibile aumento delle elette, dando nel contempo una risposta forte alla voglia di partecipazione e di protagonismo del 53 per cento delle italiane, finora confinate ad una rappresentanza sotto il 15 per cento nelle amministrazioni locali, le istituzioni più vicine al cittadino.

Eccole, nel dettaglio, le principali novità previste nella proposta di legge.

COMUNI: in quelli più piccoli (fino a 5.000 abitanti) ci sarà una misura minima di garanzia in base alla quale nelle liste dei candidati per le elezioni dei consigli deve essere assicurata la rappresentanza di entrambi i generi. Nei comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti si stabilisce che nessuno dei due generi può essere rappresentato nelle liste di candidati alla carica di consigliere in misura superiore ai due terzi. In caso contrario, la commissione elettorale cancellerà i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall'ultimo della lista.

'PREFERENZA DI GENERE': ci sarà la possibilità di esprimere due preferenze (anziché una, come è oggi) per i candidati a consigliere comunale, purchè riguardino candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza. Gli stessi principi valgono anche nei consigli dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti. Quanto alla doppia preferenza, i due candidati dovranno essere compresi nella lista collegata al candidato prescelto alla carica di sindaco.

PARI OPPORTUNITA' NELLE GIUNTE: il testo approvato stabilisce che, nel rispetto del principio di parità tra donne e uomini, l'atto di nomina delle giunte comunali e provinciali garantisca almeno la presenza di entrambi i sessi.

PARI OPPORTUNITA' NEI CONSIGLI REGIONALI: si prevede che le legislazioni regionali dovranno attivarsi in materia elettorale per promuovere la parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive regionali, attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l'accesso alle cariche elettive del genere sottorappresentato.

LE COMMISSIONI DI CONCORSO PUBBLICO: l'atto di nomina delle commissioni per i concorsi pubblici va inviato entro tre giorni alla consigliera o al consigliere di parità, nazionale o regionale, da individuare in base alla competenza territoriale dell'amministrazione che ha bandito il concorso al fine di istituire una forma di vigilanza sulle nomine. La consigliera o consigliere di parità, dovrà, infatti, certificare il rispetto della parità di genere tra i componenti della commissione.
 
 
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pubblicata il 09 maggio 2012

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