Tav Mestre-Portogruaro: banco di prova per la democrazia partecipativa

09 marzo 2012

no_tavLe contestazioni del movimento No Tav, che stanno agitando la val di Susa, hanno riacceso i riflettori sulle procedure per le grandi opere, tanto che il ministro Passera ha dichiarato che molti problemi sarebbero stati evitati se le consultazioni con cittadini ed amministratori locali fossero avvenute prima della fase di progettazione. Esistono da tempo anche studi autorevoli e rapporti della stessa Corte dei Conti, sui costi e tempi di realizzazione delle infrastrutture ferroviarie e stradali, che dimostrano l’importanza del ‘dibattito pubblico’, come momento che precede la progettazione, supportato naturalmente da analisi tecniche e analisi costi/benefici.

Se guardiamo a come è stato gestito sinora il progetto della tratta ad Alta Velocità Mestre-Portogruaro, ci si rende conto della diversità con la vicenda della Val di Susa. I nostri sindaci si sono focalizzati sul “come” dell'opera e non sul “se” di un intervento riconosciuto come strategico. Ma ci è voluto il commissario 'tecnico' Bortolo Mainardi per rimettere in discussione il progetto 'balneare' fatto elaborare in gran segreto a Rfi dall’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso e confermato ufficialmente alla fine del 2010 anche dal Presidente Zaia. Un tracciato litoraneo inutilmente costoso ed impattante, che aveva trovato fin da subito l’opposizione ferma di sindaci, cittadini e associazioni.

Abbiamo apprezzato, quindi, la proposta di Mainardi di approntare uno studio di fattibilità sul tracciato alternativo dell'attuale linea ferroviaria (suggerito da molti, tra cui la sottoscritta sin dall'inizio, e oggetto dell'ostracismo dell'assessorato regionale). Ne consegue che la Giunta regionale di Centro Destra aveva torto (ed ha sprecato per la sua cocciutaggine tempo e qualche milione di euro sul progetto balneare), mentre sindaci e cittadini avevano ragione.

Così pure siamo lieti che il Commissario abbia dichiarato di voler coinvolgere il territorio. Gli proponiamo quindi di anticipare l’applicazione del modello di ‘democrazia partecipativa’ annunciato dal Governo, consultando da subito le istituzioni locali, i portatori di interessi diffusi e i soggetti che hanno avanzato ipotesi progettuali – come ad es. lo Iuav di Venezia -. Il confronto servirà così a comparare effettivamente le ipotesi in campo più valide per realizzare una rete di trasporto coerente con la dinamica della domanda e con una corretta analisi costi-benefici, anche sotto il profilo sociale ed ambientale, inclusa una trasparente analisi della copertura economica e degli strumenti di finanziamento. L’obiettivo dovrà essere quello di disporre di un progetto realistico di modernizzazione della linea esistente, con una strategia di adeguamento e potenziamento di rete, oltre che di velocizzazione, che preveda opportuni raddoppi ove necessari, realizzabile per stralci funzionali progressivi, commisurati alle risorse via via disponibili. In tal modo si potranno conseguire benefici immediati per l'utenza, garantendo la coesistenza di traffici passeggeri a lunga distanza, traffici merci e traffici di pendolari intorno ai principali nodi.

pubblicata il 09 marzo 2012

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