Ditec: incontro con i lavoratori

19 gennaio 2012

ditec_protestaLunedì 16 gennaio ho fatto visita, assieme al sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, alla DITEC per incontrare i lavoratori riuniti in assemblea permanente per ottenere il ritiro del piano di licenziamenti annunciato dalla multinazionale Assa Abloy. Li ho informati sull’interrogazione che ho presentato nei giorni scorsi e che è stata assegnata alla X Commissione della Camera (spero che la risposta possa arrivare già nella seduta del 25 gennaio prossimo). E dei contatti avuti con i dirigenti del Ministero per lo Sviluppo economico, dove il 9 gennaio scorso si é tenuta una riunione in cui le rappresentanze istituzionali e quelle della proprietà si sono confrontate sul futuro dell'azienda. DITEC vede infatti attivi tre siti in Italia (Quarto d'Altino con 120 dipendenti, di cui 90 addetti alla produzione, Caronno con 120 dipendenti e Bergamo che conta 13 dipendenti e per cui é stata avviata una procedura di mobilità per cessazione di attività), rispetto ai quali i responsabili dell'azienda hanno espresso l'intenzione di mantenere il solo sito produttivo di Caronno, verso cui verranno destinate ulteriori produzioni, mentre a Quarto d'Altino resterebbero le attività di ricerca e sviluppo. I sindacati d'altra parte hanno evidenziato le contraddizioni nelle decisioni dell'azienda, dal momento che per il sito di Quarto d'Altino si é passati dalla discussione sul contratto integrativo al licenziamento di 90 lavoratori. Il sito veneto dispone di un importante know how e garantisce produzioni di alto valore aggiunto; secondo le rappresentanze sindacali l'azienda ha mercato, fatturato ed ordini, elementi che fanno ritenere la decisione di cessare la produzione immotivata e che perciò andrebbe ritirata.

Dal Ministero ho ricevuto la conferma che l’obiettivo del MiSE è quello di ‘discutere delle prospettive produttive e della presenza di DITEC in Italia per preservare la capacità produttiva del Paese’. Giovedì ho avuto notizia che il sottosegretario De Vincenti ha scritto una lettera all’amministratore delegato (Ceo) dell’Assa Abloy per chiedergli di cambiare le sue decisioni in merito al progetto di delocalizzazione annunciato ai dipendenti dello stabilimento di Quarto d’Altino.

Nel corso del mio intervento ho avuto modo di esprimere la mia solidarietà di Sindaco e parlamentare per una battaglia sacrosanta a difesa dell’occupazione, dello sviluppo del nostro territorio contro le logiche "usa e getta" delle multinazionali. Ringrazio questi lavoratori che, sacrificando in questo momento anche la loro retribuzione, rappresentano la parte migliore dell’Italia, che combatte per preservare il nostro sistema produttivo.
 

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pubblicata il 19 gennaio 2012

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