I ritardi dei pagamenti strangolano le piccole imprese: il Governo recepisca al pių presto la Direttiva UE

17 dicembre 2011

pagamentiNella seduta di giovedì 15 dicembre ho preso la parola in Aula (guarda il video e leggi i testi degli interventi) per sollevare un tema, sul quale sono più volte intervenuta in passato con emendamenti e ordini del giorno sempre respinti dal Governo Berlusconi Bossi, che rappresenta una stortura tutta italiana, ovvero il grave ritardo con cui le pubbliche amministrazioni saldano i crediti alle piccole e medie imprese per la fornitura di servizi. Ad offrirmi l’occasione è stato l’intervento in Aula di una collega della Lega che ha menzionato il suicidio dell’imprenditore padovano, Giovanni Schiavon, suicidio che si aggiunge al triste elenco di imprenditori che si sono tolti la vita anche nel nostro territorio per l’impossibilità di far fronte al circolo vizioso di mancati pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, della stretta del credito e della necessità di pagare le imposte. Mi sono rivolta direttamente al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, presente in Aula, per chiedere che il Governo sottoponga con urgenza al Parlamento il recepimento della Direttiva UE sulla tempestività dei pagamenti per mettere il nostro Paese al passo con il resto dell’Unione Europea. La questione è stata rilanciata anche dal quotidiano Corriere del Veneto, che venerdì 16 dicembre ha pubblicato un appello al Presidente Monti (clicca qui) firmato dalla famiglia dell’imprenditore suicida e sottoscritto anche da otto associazioni di categoria del Veneto, dando notizia anche della mia richiesta al Governo (clicca qui).

Il mio intervento ha suscitato delle positive reazioni, come dimostrano le due e-mail (clicca qui) che mi sono giunte nelle ore seguenti e che confermano quanto il problema sia sentito soprattutto da parte degli imprenditori. Sino ad oggi tutti i tentativi per modificare questa anomalia tutta italiana si sono infranti contro problemi di copertura. Infatti secondo i criteri europei le somme dovute ai fornitori da parte delle Pubbliche Amministrazioni vengono imputate a debito, non nel momento in cui si impegnano nei bilanci pubblici i relativi importi, ma all'atto del pagamento. Trattandosi di cifre che superano di gran lunga i 100 miliardi euro, è chiaro il problema di sostenibilità della finanza pubblica che pone il saldo effettivo di tali crediti. Il che naturalmente non giustifica, ma aggrava, secondo la mia opinione, le responsabilità di uno Stato che dovrebbe essere di 'diritto'. Anche perché parlare di ‘crescita’ senza affrontare finalmente questo problema è francamente ridicolo, né mi è parsa particolarmente interessante l'idea del ministro Passera, lanciata in una recente assise della Confcommercio, di 'pagare' i debiti della PA con titoli di stato, a meno che non si consenta agli imprenditori di pagare a loro volta le tasse con i titoli di stato.

Il problema è quindi particolarmente difficile e complesso da risolvere, ma proprio per questo mi aspetto che un Governo che ha tali 'competenze' sul piano tecnico, riesca laddove sino a qui hanno fallito i precedenti governi, in particolare quello di Berlusconi Bossi. In ogni caso riaffronteremo a breve la questione, visto che proprio in questo periodo dovrebbe approdare all’esame della Camera la Legge Comunitaria, che riproporrà il tema del recepimento della Direttiva UE sulla tempestività dei pagamenti, rinviato dal precedente Governo.
 
 

pubblicata il 17 dicembre 2011

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