Salute globale e diritti delle donne: rispettare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

11 novembre 2011

no_excuse_2015Tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, sottoscritti nel settembre 2000 dai 191 membri delle Nazioni Unite, tra cui l’Italia, un capitolo importante riguarda la salute globale e i diritti delle donne. Ma è proprio su questi obiettivi che oggi si registra un maggiore ritardo rispetto ai traguardi prefissati. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni giorno circa 21 mila bambini muoiono prima di aver raggiunto il quinto anno di età; 1.000 donne al giorno muoiono per cause collegate alla gravidanza e al parto, ogni anno 4 milioni di persone sono destinate a morire di Hiv/Aids, tubercolosi e malaria. Sono dati allarmanti che richiedono interventi immediati. Nell’attuale congiuntura economica sfavorevole prodotta dalla crisi finanziaria globale degli ultimi anni, investire negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio può rappresentare un incentivo utile alla ripresa economica globale dell’intera comunità internazionale, e non solo una misura di sostegno ai paesi più poveri.
 
Per questo motivo, su iniziativa delle colleghe Federica Mogherini e Sandra Zampa, abbiamo sottoscritto una mozione con cui si vuol impegnare il Governo italiano, tra le altre cose, a contribuire a migliorare la salute infantile, la salute riproduttiva e materna e a rafforzare la lotta contro Hiv/Aids, tubercolosi e malaria, promuovendo a livello internazionale servizi integrati per la prevenzione dell’HIV/AIDS e fornendo accesso universale ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, alle cure ostetriche, neonatali e infantili; a rispettare gli impegni economici già assunti in sede europea e internazionale in materia di risorse pubbliche da destinare all’aiuto allo sviluppo e al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.

pubblicata il 11 novembre 2011

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