S definitivo allo Statuto delle imprese

04 novembre 2011

impresaSì definitivo del Parlamento, all’unanimità, al disegno di legge sullo Statuto delle imprese. L'Aula della Camera ha approvato giovedì 3 novembre il provvedimento all'unanimità, senza modifiche rispetto al testo arrivato dal Senato. Il disegno di legge è frutto di diverse proposte di iniziativa parlamentare, le prime presentate nel 2008, che hanno iniziato l'iter a Montecitorio poco meno di due anni dopo, a gennaio 2010.
 
Il provvedimento definisce lo Statuto delle imprese e dell'imprenditore e fissa, tra l'altro, una serie di principi di carattere generale come la libertà di iniziativa economica, la necessità di un contesto normativo certo, la progressiva riduzione degli oneri amministrativi, l’applicazione di principi di trasparenza ed equità nell'accesso al credito. Viene ribadita la libertà associativa delle imprese e previsto l'obbligo di un 'codice etico' delle associazioni imprenditoriali, in cui tra l'altro si espliciti il rifiuto di ogni rapporto con il crimine organizzato. Viene inoltre richiesta la previa valutazione dell'impatto di nuove norme sulle imprese e la necessaria compensazione degli eventuali nuovi oneri. Il provvedimento contiene infine misure ad hoc per le micro, piccole e medie imprese in relazione alle politiche pubbliche, in primis per la competitività.

In un altro capitolo vengono definiti i rapporti con le Istituzioni. In questo ambito è stata inserita la delega al Governo per attuare la direttiva Ue sui tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra privati e con la Pubblica Amministrazione  e con la Pubblica amministrazione, nonché norme per la semplificazione in materia di appalti pubblici (in questo contesto abbiamo criticato l'eccessivo innalzamento della soglia oltre la quale scatta l'obbligo di gara per gli incarichi di progettazione). Quanto all’attuazione della direttiva Ue sui tempi di pagamento, abbiamo fortemente criticato l’ulteriore proroga a favore delle Pubbliche Amministrazioni: il Governo avrà infatti 12 mesi di tempo per il suo recepimento, un rinvio che peserà molto sulle imprese già in difficoltà e sullo sviluppo del nostro Paese.

Bene comunque che sia stato approvato questo strumento: ciò che conta è però che lo Statuto delle imprese non rimanga solo una serie di buone intenzioni sulla carta, come purtroppo è accaduto per lo Statuto del contribuente.
 
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pubblicata il 04 novembre 2011

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