Stupro a Treviso: la prevenzione si fa rafforzando le forze di polizia

26 ottobre 2011

poliziaLa sicurezza e l’ordine pubblico sono stati al centro del dibattito nazionale e locale. Martedì scorso il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è intervenuto alla Camera (clicca qui) per riferire sui gravi incidenti accaduti a Roma sabato 15 ottobre, che hanno turbato lo svolgimento della manifestazione promossa dagli ‘indignados’ italiani. Il giorno prima, al mattino, una giovane studentessa trevigiana mentre si apprestava a prendere il treno per raggiungere l’università è stata vittima di una brutale violenza sessuale nei pressi del sottopasso della stazione ferroviaria di Treviso. I due fatti, pur diversi, accaduti a Roma e Treviso, hanno provocato forti reazioni nell’opinione pubblica in merito alla sicurezza e al ruolo di prevenzione affidato alle forze dell’ordine. E hanno alimentato anche il dibattito politico.

A livello nazionale, il ministro Maroni ha invocato nuove leggi speciali per garantire l’ordine pubblico. Proposta che ha trovato forti contrarietà anche all’interno della sua stessa maggioranza, soprattutto in casa Pdl. Anzichè leggi speciali, uno Stato moderno deve saper assicurare alle forze di polizia organici adeguati e tutti gli strumenti necessari a svolgere il loro presidio sul territorio. L’esatto contrario di quanto sta facendo questo Governo che, con le varie manovre finanziarie, ha tagliato in tre anni e mezzo quasi 4 miliardi di euro al comparto sicurezza, con il risultato di una carenza di organico di circa 11 mila unità e di una riduzione superiore all’80 per cento del fondo per giubbotti antiproiettili, armi e munizioni, con una dotazione ridotta a una sola divisa (come ho già evidenziato nella newsletter della precedente settimana riportando i dati elaborati dal gruppo Pd). Tanto che lo stesso Maroni, riferendo in Aula, ha chiesto più mezzi, dimenticando però che è proprio il Governo, di cui lui è autorevole componente, ad aver approvato i tagli.

L’emergenza in cui operano le forze di polizia riguarda anche la provincia di Treviso. E’ evidente che un crimine, come quello accaduto ai danni della giovane studentessa trevigiana (alla quale va la nostra vicinanza e solidarietà), è impossibile da debellare del tutto. Ma per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza sul nostro territorio, in presenza di una criminalità crescente, occorre una adeguata opera di prevenzione e controllo. E’ urgente quindi adeguare l’organico della Questura di Treviso agli effettivi bisogni della realtà sociale, oltre che per assicurare più decorose e sostenibili condizioni di lavoro per gli operatori in servizio. Per questo motivo, mercoledì scorso, ho depositato in aula un’interrogazione (clicca qui), sottoscritta anche dai colleghi Naccarato, Amici e Bressa, per chiedere al ministro Maroni di assegnare alla Questura un congruo numero di nuovi agenti in tempi brevi, anche per consentire un fisiologico avvicendamento con il personale che ha cessato e cesserà il rapporto di lavoro. La situazione della Questura di Treviso, come stanno denunciando da tempo le organizzazioni sindacali, è vicina al tracollo, non solo per quanto riguarda gli agenti, ma anche per il personale dirigente. Lo conferma il recente rapporto inviato al Ministero dell’Interno dal Silp-Cgil, nel quale si ricorda che gli ultimi movimenti di dirigenti e funzionari, quelli del 20 settembre u.s., hanno dato un duro colpo a tutto il personale: di rinforzi verso Treviso non s’è vista nemmeno l'ombra. La Questura di Treviso attualmente può contare, Questore e Vicario del Questore esclusi, su soli cinque dirigenti e funzionari; ad essi va aggiunto il dirigente del  Commissariato distaccato di Conegliano Veneto. I due dirigenti e i tre funzionari in servizio sono chiamati ad un carico di lavoro e all’attribuzione di competenze del tutto fuori linea rispetto ad una normale organizzazione. Da almeno due anni il dirigente della Digos, pur privo di un funzionario addetto all'importante ufficio investigativo, ricopre pure l'incarico di Capo di Gabinetto, anche in questo caso senza l'ausilio e la collaborazione di un funzionario addetto. La Sezione Volanti, da sempre uno degli uffici più importanti di ogni Questura, da circa tre anni risulta priva di un vertice del ruolo Commissari, potendo contare su una dirigenza pro tempore  affidata a un Sostituto Commissario. Nelle medesime condizioni si trovano altri due uffici, di minor rilievo per l'esterno ma fondamentali per il personale, la sua organizzazione e benessere: Ufficio del Personale e Ufficio Tecnico Logistico risultano anch'essi privi di un funzionario. La nota del Silp-Cgil sottolinea inoltre ancora una volta l'evidente differenza tra due realtà provinciali comparabili, ovvero la Questura di Treviso e quella di Vicenza: la città berica, può contare su otto dirigenti o funzionari in servizio nel capoluogo, ben tre in più di Treviso e, cosa fondamentale, ogni ufficio ha al proprio vertice un funzionario.

Confidiamo, anche alla luce delle forti preoccupazioni diffusesi nell’opinione pubblica dopo il grave crimine commesso martedì scorso ai danni della giovane trevigiana, che il ministro Maroni provveda al più presto ad inviare nuovi agenti a Treviso, magari su pressione di ministri e parlamentari trevigiani di Lega e Pdl se finalmente si decideranno a battere un colpo.

pubblicata il 26 ottobre 2011

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