Patto di stabilità 2010: i Comuni sforatori continuano a sperare che il Governo modifichi le sanzioni

14 aprile 2011

La grave situazione in cui si trovano alcuni Comuni, costretti nel 2010 a sforare il patto di stabilità interno, è stata nuovamente oggetto di discussione, mercoledì scorso durante i lavori della V Commissione Bilancio. La norma introdotta con il DL 78/2010 prevede che questi Comuni subiscano un taglio ai trasferimenti in misura equivalente allo scostamento tra il saldo obbiettivo programmato e il saldo raggiunto dall'ente medesimo, una sanzione ben più pesante rispetto a quella prevista in precedenza, pari al 5% dei trasferimenti. Un aggravio che sta rendendo loro impossibile poter approvare i bilanci di previsione 2011.
 
Per questo il collega Bitonci ha chiesto con un’interrogazione a risposta immediata in Commissione (che ha fatto seguito alla mia presentata nelle scorse settimane) quali orientamenti intenda esprimere sulla vicenda il Ministro e se, tenendo conto anche della grave situazione economico-finanziaria nella quale molti enti locali si trovano, non ritenga opportuno applicare una moratoria sulla disposizione prevista per le sanzioni derivanti dallo sfondamento del patto di stabilità.
 
Il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, confermando quanto già detto rispondendo alla mia precedente interrogazione sul tema, ha affermato la possibilità di modifiche alla vigente normativa in tema di sanzioni solo ove vi sia una corrispondente modifica del comma 122 dell’art. 1 della Legge di Stabilità, relativo al sistema di premialità del comparto, per compensare gli oneri finanziari conseguenti all’attenuazione della sanzione. In ogni caso Giorgetti ha ribadito che è auspicabile un provvedimento legislativo, ripassando la palla al Parlamento, pur sapendo che non si muove foglia che il ministro Tremonti non voglia.
 
A mio parere comunque più che una moratoria delle sanzioni, sarebbe auspicabile il ripristino della sanzione già vigente del taglio del 5% dei trasferimenti, certamente sostenibile dagli enti locali, che richiederebbe una minore copertura finanziaria e soprattutto non costituirebbe una discriminazione rispetto ai Comuni che sono stati già sanzionati nel 2010 per aver sforato il patto nel 2009.
 
 
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pubblicata il 14 aprile 2011

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