8 marzo contro la violenza alle donne

08 marzo 2012

violenza_donna«Non violenza vuol dire amore infinito, che a sua volta vuole dire infinita capacità di sofferenza. Chi, se non la donna, la madre dell’uomo, manifesta questa capacità nella forma più grande? Che la donna trasferisca questo amore a tutta l’umanità».  (Mahatma Ghandi)


Voglio dedicare questo 8 marzo non alle donne famose e illustri, ma alle molte (troppe) donne che nel silenzio patiscono situazioni di umiliazioni, ricatti, soprusi e violenza in famiglia o, nel migliore dei casi, subiscono le conseguenze dell’irresponsabilità di un compagno (o ex compagno) che non si cura neppure dei doveri materiali nei confronti dei figli.

Come sindaco, ho ricevuto anche di recente qualcuna di queste donne, ma il disagio è certamente più profondo e diffuso di quanto si percepisca, considerato che molte per vergogna o paura di ritorsioni preferiscono non denunciare pubblicamente le violenze tra le mura domestiche. Gli episodi della cronaca nera purtroppo ci confermano che anche le nuove norme approvate dal Parlamento in materia di stolking non bastano.

Occorre rafforzare gli strumenti di prevenzione e di repressione. Un es. ci viene dalla legislazione austriaca, dove è previsto che in presenza di una situazione di pericolo la polizia può disporre l’allontanamento dall’abitazione familiare della persona violenta. E, come mi hanno di recente suggerito le volontarie del Telefono Rosa di Treviso, occorre pensare a dei percorsi terapeutici per i soggetti violenti, per evitare la reiterazione delle violenze a danno magari di altre persone.

Sul tema della violenza alle donne Liliana Cavani ha realizzato il tv movie “Troppo amore” per denunciare il fenomeno dello stalking, promuovere la conoscenza della legge che tutela e sostiene le donne e sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno drammatico, tale da rappresentare, come ci ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la prima causa di morte per le donne tra i 25 e i 44 anni. Ma la Rai continua a tenerlo chiuso nel cassetto. Per questo, insieme ad altre colleghe deputate, su iniziativa di Sandra Zampa (clicca qui), abbiamo presentato un’interrogazione (clicca qui) per conoscere le ragioni per cui il tv movie non sia ancora stato trasmesso dal servizio pubblico, nonostante alla presentazione dell’anteprima a settembre abbia riscosso un grande successo anche presso i critici cinematografici e televisivi.

Infine, una bella notizia. Proprio, giovedì scorso la Commissione affari costituzionali della Camera ha approvato, in maniera bipartisan, il testo unificato della proposta di legge per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte delle regioni e degli enti locali (clicca qui). Il testo, che approderà in aula il 26 marzo prossimo, prevede almeno il 30% di donne nelle liste per le candidature alle elezioni dei Consigli regionali e comunali. Si tratta di un testo che nasce dall’esperienza della regione Campania, che ha introdotto per prima la possibilità di esprimere una seconda preferenza purché a favore di un candidato di genere diverso, favorendo così un aumento delle donne nel consiglio regionale. Va ricordato che anche il Consiglio Regionale del Veneto ha di recente approvato una normativa analoga, grazie anche all’impegno della capogruppo del PD Laura Puppato. Durante la conferenza stampa svoltasi alla Camera è stato ricordato che oggi la presenza femminile nei consigli è alquanto carente: nei comuni sotto i 15 mila abitanti i sindaci donne sono meno del 7%, nei consigli comunali le donne sono appena il 12%. La proposta di legge, nel testo approvato in Commissione, prevede anche la parità di accesso ai mezzi di informazione durante la campagna elettorale. Naturalmente, le leggi elettorali non bastano se non sono accompagnate dalla capacità dei partiti di ripensare la propria organizzazione, le modalità di partecipazione, la costruzione del consenso, la selezione e formazione dei gruppi dirigenti.


pubblicata il 08 marzo 2012

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