Parità scolastica: convocata l'assemblea triveneta nell'auditorium di Ca' Tron

30 ottobre 2011

materneIl 12 novembre prossimo si svolgerà nell’auditorium di Ca’ Tron, a Roncade, l’assemblea sulla parità scolastica, pilastro fondamentale, assieme all’autonomia, del nostro sistema di istruzione e di formazione. L’incontro, promosso dalla Conferenza dei Vescovi del Triveneto e presieduto da S.E. Mons. Mariano Crociata (segretario generale della CEI), a cui sono stata invitata a partecipare come sindaco e parlamentare (invitati anche i ministri Tremonti, Gelmini e Sacconi), è finalizzato a fare il punto della situazione, valorizzando la specificità locale triveneta, ed in particolare del sistema ‘veneto’ basato sulla sussidiarietà, in modo da individuare assieme ai responsabili locali risposte concrete ed adeguate per il bene delle famiglie del nostro territorio.

Il Veneto è la regione italiana che ha la maggiore presenza di scuole dell’infanzia non statali di tutto il Paese: le frequentano due bambini su tre (dai 3 ai sei anni). Per capire l’importanza del ruolo svolto dalle nostre scuole paritarie, tornano utili i dati elaborati dalla Fism Veneto (clicca qui) e illustrati all’assemblea regionale svoltasi sabato 22 ottobre scorso a Vicenza. Negli ultimi anni queste scuole sono state costrette a fare i conti con i tagli ai contributi statali decisi dal Governo Berlusconi nonché con i gravi ritardi nell’erogazione degli stessi. Così i gestori si trovano gravemente esposti sul piano economico e finaziario e, come è stato annunciato a Vicenza, costretti ad annunciare il blocco delle iscrizioni per il prossimo anno.

Anche per il prossimo triennio 2012-2014 il loro futuro appare incerto. Sulla base del disegno di legge di bilancio attualmente in esame al Senato le cifre sono le seguenti: per il 2011 le previsioni assestate assegnano alle scuole paritarie 251.876.591 euro rispetto ai 280.842.293 stanziati inizialmente (quindi si consolida la riduzione di 28.966.702 euro applicata in corso d’anno), cui vanno sommati i 245 milioni ottenuti durante la battaglia parlamentare dello scorso anno. Si prevede inoltre per gli anni 2012, 2013 e 2014 uno stanziamento annuale di 278.576.293 euro. Per l’anno 2012 il disegno di legge di stabilità attualmente in esame prevede un’ulteriore autorizzazione di spesa pari a 242.000.000 di euro. Sempre il disegno di legge di stabilità – che precisa, tra le altre cose, le riduzioni di spesa che ciascun ministero dovrà apportare nel prossimo triennio per effetto delle manovre approvate durante l’estate, che prevedevano una riduzione complessiva delle erogazioni dei ministeri pari a 7,4 miliardi, 6,3 miliardi e 5 miliardi rispettivamente nel 2012, 2013 e 2014 -  fissa però per il 2012 a carico del ministero dell’Istruzione una riduzione complessiva di 131 milioni di euro, di cui circa 9,6 milioni a carico delle istituzioni scolastiche non statali. Insomma, alla fine, la dotazione finanziaria prevista al momento per il 2012 per le istituzioni scolastiche non statali assomma a poco più di 510 milioni di euro, ovvero 25 milioni di euro in meno rispetto a quanto stanziato nel 2007 dal Governo Prodi. Senza dimenticare che per il 2013 e il 2014 le uniche risorse previste sono i 278.576.293 euro stanziati dal disegno di legge di bilancio.

Come uscire da questa situazione difficile? La scorsa settimana ho ribadito la mia proposta in un articolo pubblicato dal settimanale diocesano di Padova, La Difesa del Popolo (clicca qui). Va difesa e riconosciuta la specificità del Veneto, regione dove il 68% dell’offerta formativa è rappresentata dalle scuole materne paritarie, nell’immediato attraverso una ripartizione tra le regioni delle risorse già stanziate nel bilancio dello Stato prioritariamente in proporzione al numero dei bambini che nelle diverse regioni frequentano tali scuole. E stabilendo nella legge di stabilità che i contributi erogati dai Comuni delle Regioni in cui queste scuole coprono oltre il 55 per cento del servizio non siano computati ai fini del rispetto del patto di stabilità. A regime va quindi approvato un nuovo sistema di finanziamento e di erogazione dei contributi tramite convenzionamento previo accreditamento del soggetto erogatore, sul modello già oggi esistente in ambito sanitario. Si tratta di introdurre un sistema uniforme per il pagamento del servizio erogato dalle scuole dell’infanzia, per cui i fornitori accreditati di questo servizio vanno remunerati sulla base di tariffe predeterminate, fissate a livello regionale secondo criteri generali stabiliti a livello nazionale. Per ogni bambino va quindi stanziata una quota capitaria, coperta dallo Stato e dalla Regione, per consentirgli di accedere al servizio dell’infanzia pubblico, che sia svolto dalla scuola statale o paritaria. In questo modo si garantirebbero finalmente condizioni eque di accesso alle famiglie venete.
 
 
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pubblicata il 30 ottobre 2011

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