Immigrazione: il fallimento della Lega

15 febbraio 2010

"Da tempo sostengo che il fenomeno migratorio deve essere governato con un approccio globale. Per questo prendo atto con favore delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal ministro Maroni in merito alla rivolta scoppiata a Milano. Esse, se da una parte suonano come un ammissione del fallimento della politica fin qui perseguita, dall'altra sembrano preannunciare una svolta significativa da parte del Governo e della stessa Lega Nord, di cui Maroni è tra più autorevoli esponenti, in merito alla gestione dell'immigrazione nel nostro Paese". L'on. Simonetta Rubinato (Pd) si augura che quanto dichiarato dal responsabile del Viminale possa trovare presto conferma anche nel dibattito politico. "Il nostro Paese - continua la parlamentare trevigiana - ha l'urgente necessità di definire un piano organico per il governo dell'immigrazione, fatto di norme condivise e di risorse (perché l'integrazione non si fa solo a parole). Fino ad oggi si è intervenuti con provvedimenti spot legati all'emergenza o si è preferito rispondere con slogan ad effetto che poi però si sono rivelati boomerang. Dobbiamo aprire un tavolo di confronto che vada ben al di là della politica, ma coinvolga il volontariato, gli enti locali, le categorie produttive per definire una strategia di intervento che consenta agli immigrati regolari di integrarsi nel nostro Paese ma anche tra loro, considerato che appartengono a diverse etnie".

L'on. Rubinato auspica un nuovo modello di governo del fenomeno migratorio che prenda spunto da quanto stabilito nell'ottobre 2008 dal Consiglio Europeo. "Nel patto sull'immigrazione e l'asilo si ribadisce la necessità di un approccio globale in materia di immigrazione. Ma, fatto ancor più significativo, si sottolinea che ‘l'Unione europea non dispone tuttavia dei mezzi per accogliere degnamente tutti i migranti che sperano di trovarvi una vita migliore. Un'immigrazione mal controllata può pregiudicare la coesione sociale dei paesi di destinazione. L'organizzazione dell'immigrazione deve pertanto tener conto delle capacità d'accoglienza dell'Europa sul piano del mercato del lavoro, degli alloggi, dei servizi sanitari, scolastici e sociali nonché proteggere i migranti dal rischio di sfruttamento da parte di reti criminali'. Credo che i punti su cui avviare urgentemente il confronto, prendendo spunto dalla positiva apertura del ministro Maroni, debbano essere questi: organizzare l'immigrazione legale tenendo conto delle capacità d'accoglienza del nostro Paese al fine di garantire l'integrazione, combattere l'immigrazione clandestina, creare un partenariato con i paesi di origine e di transito e dare asilo agli stranieri perseguitati".

 

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pubblicata il 15 febbraio 2010

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