Sanità: spendaccioni ancora premiati

25 settembre 2010

Mentre la Conferenza Stato-Regioni discute sui costi standard della sanità in vista della agognata riforma federalista, la maggioranza di Centro Destra ha approvato in Senato un emendamento, firmato Pdl e infilato nel decreto Trasporti, con cui si stabilisce che alcune delle Regioni alle prese con i piani di risanamento dei deficit sanitari non dovranno più sottostare alle misure restrittive loro imposte. Quindi stop agli aumenti automatici di addizionale Irpef e Irap, niente blocco del turn-over e via il divieto di effettuare spese non obbligatorie. A svelarlo è l'on. Simonetta Rubinato, deputata del Pd in Commissione Bilancio della Camera. “L'emendamento presentato dal senatore Cosimo Latronico (Pdl) – spiega – per la verità prevede nella versione definitiva che le restrizioni siano cancellate se entro il 31 ottobre sarà verificato dai competenti Tavoli tecnici che le Regioni con disavanzi sanitari sono in linea con le condizioni poste dai relativi piani di rientro. Si tratta di una norma di cui beneficeranno il Lazio e la Campania. Ma mi chiedo: perché si danno i premi solo a queste Regioni e non anche alle Regioni virtuose? E poi: come è possibile che siano riuscite a risolvere i gravi problemi finanziari in così breve tempo? Non è forse che si troveranno altrove le risorse? Perché i nostri Comuni non possono assumere un vigile o un operaio, mentre il Lazio e la Campania potranno procedere a decine di nuove assunzioni?”.

“In realtà – spiega la parlamentare trevigiana – questo emendamento sembra essere l'ennesimo premio concesso a quelle Regioni che dopo aver creato enormi disavanzi nella gestione del servizio sanitario, vengono ora esentate dal sottostare a sacrosante restrizioni. E la Lega che quanto è in Veneto promette battaglia, che fa? Alza la mano e approva”.

“Si tratta – commenta l'on. Rubinato – di un'ulteriore beffa per Regioni ed Enti locali del Nord che stanno facendo da anni i salti mortali per mantenere in equilibrio i propri bilanci e contribuire nel contempo a risanare il deficit di altre componenti dello Stato. Mi auguro che quando il decreto la prossima settimana approderà alla Camera, i colleghi deputati leghisti del Veneto si uniscano al mio voto contrario. Dopo aver votato i contributi a Roma capitale, a Palermo e Catania, non mi diranno mica che è un altro prezzo da pagare per avere il federalismo? I cittadini del nord sono stanchi di sentire chiacchiere”.

 

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pubblicata il 25 settembre 2010

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