Crisi Assa Abloy, appello alla Regione

13 settembre 2012

"Prima Quarto d'Altino, ora Cordignano, la strategia della multinazionale svedese Assa Abloy sembra essere la stessa: dismettere aziende sane, capaci di stare sul mercato anche in tempo di crisi, lasciando nella precarietà decine di famiglie del nostro territorio. Una strategia che va contrastata prima di tutto facendo squadra tra organizzazioni sindacali, lavoratori e istituzioni locali. Poi facendo appello alla Regione perché convochi l'azienda al tavolo tecnico per individuare possibili soluzioni. E infine approvando quegli strumenti normativi utili a difendere il nostro territorio dalle delocalizzazioni ingiustificate sull'esempio di quanto fatto in altri Paesi, come la Germania e come proposto in un mio disegno di legge". Ad affermarlo è l'on. Simonetta Rubinato, deputata trevigiana del Pd e proprietaria di un'azione dell'Assa Abloy, acquistata assieme alla Sindaca di Quarto d'Altino per partecipare nel mese di aprile scorso all'assemblea degli azionisti riunita a Stoccolma e sostenere la causa della Ditec, altra azienda di proprietà della multinazionale svedese.

"Non sapevo che l'Assa Abloy aveva un altro stabilimento a Cordignano. Credo che il primo passo da fare in merito alla crisi apertasi - continua la parlamentare, esprimendo solidarietà ai lavoratori - sia quello di unire le forze con Quarto d'Altino per far fronte comune richiamando l'azienda alla sua responsabilità sociale. In questo caso penso che la Regione possa essere il soggetto più idoneo per affrontare il problema, sempre che la motivazione addotta dalla multinazionale per spostarsi a Bologna non sia strumentale: se il problema è l'affitto troppo caro dello stabile industriale, di capannoni vuoti a buon prezzo ce ne sono sul territorio".

L'on. Rubinato pensa in particolare all'opportunità offerta a pochi chilometri da Cordignano, ovvero presso l'area dell'Electrolux di Susegana. "Ci sono circa 16 mila quadri disponibili - spiega - che la proprietà mette a disposizione a condizioni vantaggiose a soli 17 chilometri da Cordignano. Mi appello alla Regione perché verifichi la possibilità di percorrere anche ad esempio questa strada, evitando un'altra emorragia occupazionale per il nostro territorio"

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pubblicata il 13 settembre 2012

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