Edilizia scolastica: modificare il patto

18 maggio 2012

I casi delle nuove scuole di Carbonera e Caerano San Marco, bloccate dagli insostenibili vincoli del Patto di stabilità, approdano in Parlamento per dimostrare al Governo che occorre cambiare delle regole assurde. Stamane l'on Simonetta Rubinato (Pd) ha depositato infatti alla Camera un'interrogazione al Ministro dell'economia e delle finanze per sollecitare una soluzione normativa che consenta ai Comuni con meno di 15.000 abitanti di poter realizzare o completare nuovi plessi scolastici o mettere in sicurezza quelli esistenti.

Il Comune di Carbonera si trova in una situazione paradossale: approvato nel 2009 un progetto per la realizzazione di un polo scolastico, per concentrare in un'unica area di tutte le attività didattiche (dell'infanzia, primaria e secondaria inferiore) svolte nello stesso capoluogo di Carbonera e nella frazione di Pezzan, e di una palestra destinata anche ad attività extrascolastiche, ha quindi ottenuto due finanziamenti regionali, ma l'opera, necessaria per far fronte alle esigenze scolastiche della comunità, appaltata nel marzo del 2010, ad oggi rimane incompiuta - sono state realizzate le sole fondamenta - in quanto bloccata dai vincoli del Patto e il Comune di Carbonera rischia di perdere i finanziamenti regionali ottenuti (complessivamente 1.400.00,00 euro) se l'opera non verrà realizzata entro il 2013. Il paradosso è che rischia il dissesto sia che non realizzi l'opera, dovendo restituire alla Regione Veneto più di 200 mila euro già avuti, sia che la realizzi, sforando il patto di stabilità interno, dovendo, quindi, subire le conseguenti sanzioni.

Altrettanto paradossale è il caso di Caerano San Marco: il Comune dispone già dei 2 milioni necessari a realizzare l'ampliamento e la messa in sicurezza della scuola esistente, ma non può spenderli a causa del Patto, rischiando così di perdere 1,5 milioni di euro derivanti dalla donazione di un privato, gravata dalla condizione che i lavori della scuola siano avviati prima del 2013. Per evitarlo, gli amministratori nell'aprile scorso hanno dato il via libera all'appalto dei lavori, pur consapevoli che se il Comune sforerà il Patto per l'investimento dovrà restituire allo Stato l'importo pari allo sforamento: quindi le scuole verrebbero a costare il doppio
"Questi casi sono emblematici della stupidità del Patto di stabilità: si tratta di investimenti resi necessari dall'aumento della popolazione scolastica e dagli standard di sicurezza imposti dalla legge, nonchè dalla non economicità del recupero degli edifici esistenti, che comportano spese di rilevante entità rispetto alle entrate ordinarie di comuni di questa dimensione, ma costituiscono anche interventi che favorirebbero lo sviluppo economico locale e di conseguenza l'aumento delle entrate fiscali - spiega la parlamentare trevigiana -. La loro mancata realizzazione avrà invece conseguenze negative non solo in termini sociali, ma anche economici per il danno erariale che il mancato completamento delle opere comporterebbe sia per i Comuni che per le comunità locali. Per questo, con la mia interrogazione, chiedo al Ministro dell'economia e delle finanze Mario Monti di modificare le regole del Patto di stabilità per consentire ai Comuni virtuosi, in cui l'aumento della popolazione scolastica ha reso necessario l'ampliamento degli edifici, la realizzazione e il completamento delle nuove scuole o la messa in sicurezza di quelle esistenti".

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pubblicata il 18 maggio 2012

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