Ditec, il Governo ribadisce il suo impegno

25 gennaio 2012

"Il Governo ha confermato stamane di aver chiesto ufficialmente all'Assa Abloy, proprietaria della Ditec, di cambiare la sua decisione in merito al progetto di delocalizzazione e al piano di licenziamenti dei lavoratori dello stabilimento di Quarto d'Altino. Sulla base degli esiti e delle verifiche in corso, il tavolo di confronto dovrebbe essere riconvocato già a metà della prossima settimana". Lo comunica l'on. Simonetta Rubinato (Pd), promotrice di un'interrogazione parlamentare sottoscritta anche dai colleghi Murer, Viola e Baretta, discussa questa mattina in Commissione Attività produttive della Camera. "La risposta del Ministero per lo Sviluppo per il tramite del sottosegretario Massimo Vari - spiega la deputata - è stata positiva, perché ha ribadito la volontà del Governo di salvaguardare le prospettive produttive della Ditec di Quarto d'Altino nel più generale obiettivo di preservare la capacità produttiva del nostro Paese".

"Da parte mia, ho evidenziato al sottosegretario Vari che le istituzioni locali, i sindacati ed i lavoratori della Ditec e delle numerose ditte dell'indotto ripongono molte speranze nell'azione del Governo - spiega l'on. Rubinato - e come questa vertenza abbia una valenza simbolica più ampia sulla capacità del nostro Paese di tutelare almeno le aziende vitali e competitive, come la Ditec, dalle inaccettabili logiche dell'usa e getta delle multinazionali. Per questo ho raccomandato al Governo, oltre alle iniziative messe in atto con l'Assa Abloy, di avviare un'azione diretta anche nei confronti del Governo svedese e della stessa Commissione Europea. L'Europa deve battere un colpo, perchè maggiore integrazione europea deve significare anche sostenibilità sociale, oltre che economica, della libertà del diritto di stabilimento".

"Voglio sottolineare - conclude l'on. Rubinato - anche la disponibilità espressa dal Governo alla mia proposta di promuovere delle iniziative di carattere legislativo affinché in casi come questi, nel rispetto proprio delle regole del mercato, siano stabiliti in via preventiva e generale i costi conseguenti alla delocalizzazione sul piano occupazionale, sociale ed ambientale, di cui la proprietà aziendale deve farsi carico quando la dismissione non è giustificata da crisi o cali del fatturato".

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pubblicata il 25 gennaio 2012

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