Pagamenti imprese:  dopo l'impegno di Giarda, il governo appronti un piano di rientro d'intesa con la UE

21 dicembre 2011

“Le parole del ministro Giarda, come pure quelle del ministro Passera all’assemblea di Confcommercio, fanno sperare che questo esecutivo, che ha indiscutibili competenze sul piano tecnico, riesca laddove  ha fallito il precedente governo Berlusconi-Bossi, che anzi ha aggravato la situazione”. E’ quanto si augura l’on. Simonetta Rubinato, che giovedì scorso era intervenuta in Aula ricordando proprio al Ministro Giarda la tragica scomparsa di Giovanni Schiavon per sollecitare una soluzione ai mancati pagamenti alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni. “Il nostro Paese – ricorda la deputata del Pd, più volte intervenuta in Parlamento sul tema – già nel 2010 era leader in cima alla poco invidiabile classifica dei tempi di pagamento, circostanza che è costata alle imprese italiane un extra costo stimato nel solo 2010 in quasi due miliardi di euro. La situazione è ulteriormente peggiorata nei primi mesi del 2011 e appare chiaro che si sta alimentando un circolo vizioso che va assolutamente spezzato”.
 
Secondo l’on. Rubinato il nuovo Governo, per evitare ulteriori danni alle nostre imprese e alla collettività, deve agire su più direzioni. “E' necessario – spiega – recepire al più presto la Direttiva europea sulla tempestività dei pagamenti. Occorre poi in breve tempo fare una ricognizione e classificazione dei debiti commerciali delle Pubbliche Amministrazioni per approntare un piano di rientro decennale che definisca una serie di misure in grado di sanare il pregresso in modo compatibile con la finanza pubblica, sia a breve che a lungo termine. Per es. a breve, permettere a chi vanta un credito certo verso le Pubbliche amministrazioni, attraverso un'apposita certificazione, di compensarlo - almeno per una quota - con quanto dovuto a titolo fiscale o contributivo allo Stato e agli Enti locali, o ancora permettere all'impresa creditrice di cedere pro soluto il suo credito agli intermediari finanziari, utilizzando a tal fine anche la Cassa Depositi e Prestiti".
 
“Poiché sappiamo che si tratta di cifre che superano di gran lunga i 100 miliardi e che qualsiasi soluzione deve fare i conti con la sostenibilità della finanza pubblica – conclude - il nuovo Governo sfrutti la riconquistata credibilità in sede europea, grazie ai sacrifici degli italiani, per concordare tale piano straordinario, anche in deroga al patto di stabilità”.
 
 
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pubblicata il 21 dicembre 2011

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