Studi di settore: Governo sordo

19 febbraio 2010

"Il Governo ancora una volta è rimasto sordo alla richiesta di non applicare gli studi di settore alle dichiarazioni dei redditi per il periodo di imposta 2009, al fine di tener conto degli effetti della crisi economica-finanziaria sulle nostre imprese. Prendo atto che le forze politiche del Centro Destra, mentre si apprestano a prorogare lo scudo fiscale che garantisce ai grandi evasori e alle organizzazioni criminali il rientro sotto anonimato di grandi capitali, continuano a voler far cassa a spese degli artigiani, dei piccoli imprenditori, dei professionisti, insomma di quelle Partite Iva che rappresentano una forza vitale nel tessuto produttivo del Nord, e in particolare del Veneto". L'on. Simonetta Rubinato (Pd) non nasconde la sua amarezza per il voto contrario della maggioranza in Commissione Bilancio della Camera sull'emendamento al decreto "Milleproproghe" presentato assieme al collega Giampaolo Fogliardi.

"Nel decreto-legge - spiega l'on. Rubinato - il Governo proroga al 31 marzo 2010 il termine (già fissato al 30 settembre) entro il quale gli studi di settore devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Non solo, dunque, non si è voluta sospendere l'applicazione degli studi di settore alla luce delle difficoltà economiche e finanziarie in cui si trovano le imprese, ma anzi si costringono i professionisti a un tour de force massacrante, tenuto conto dei tempi per la chiusura dei bilanci, mettendoli nelle condizioni di non operare bene".

L'emendamento presentato al decreto "Milleproroghe" è l'ultimo di una serie di emendamenti presentati dall'on. Simonetta Rubinato sin dal primo decreto anticrisi, alla fine del 2008, tutti respinti dall'attuale maggioranza. "Io proseguirò nella mia battaglia - annuncia la parlamentare trevigiana - anche facendomi forza sul fatto che la Corte di Cassazione ha di recente confermato la bontà delle tesi che vado sostenendo, sin da quando era viceministro Visco".

 

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pubblicata il 19 febbraio 2010

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