Service Tax: non ci guadagneremo!

15 luglio 2010

«Sulla service tax non sarei così trionfalista. Anzi sono piuttosto preoccupata. Ho la brutta sensazione che il federalismo fiscale, così come si sta delineando, finirà col gravare sulle tasche dei cittadini che, in cambio di servizio magari peggiori, saranno costretti a pagare più tasse». Simonetta Rubinato, deputata del Pd e sindaco di Roncade, guarda con sospetto alle prime elaborazioni sugli effetti che la Service Tax, la nuova imposta comunale sugli immobili destinata ad accorpare tutte le imposte locali, avrà sulle casse dei Comuni, rendendole- si dice - più ricche. «Alla data odierna - spiega - non ci sono ancora cifre esatte e quindi mi pare difficile fare delle previsioni. Sia chiaro, sono assolutamente favorevole al principio secondo il quale la tassazione sugli immobili sia di competenza dei singoli Comuni. Ma qualcosa non mi torna. Secondo la Cgia di Mestre ogni trevigiano dovrà versare con la nuova imposta alle casse del proprio Comune una media di 500 euro a testa. Forse sarà così per il Comune di Treviso, dove si registra un elevato numero di transazioni immobiliari, anche di notevole valore, ma non certo per la gran parte dei nostri Comuni medio-piccoli. Se moltiplico infatti la stessa cifra per i 14.000 abitanti di Roncade, mi ritrovo con un risultato di 7 milioni di euro, cifra di molto superiore rispetto ai 2 milioni e 600 mila euro che ricevo oggi dai trasferimenti dello Stato, incluso il rimborso dell'Ici sulla prima casa. E' credibile che la service tax costituisca una simile entrata? Credo proprio di no. Sarebbe un vero salasso per i cittadini!».

In attesa di conoscere nel dettaglio il decreto legislativo sull'autonomia impositiva dei Comuni, l'on. Rubinato è scettica anche in merito ai maggiori introiti che deriverebbero dalla lotta al sommerso e all'abusivismo che gravita attorno al settore immobiliare e che secondo i dati della Cgia darebbero proprio i maggiori benefici ai Comuni del nord: «L'Italia è una realtà molto diversificata. Noi i controlli sull'Ici qui li facciamo da anni e quindi quanto possiamo recuperare non sarà certo un valore eccezionale. Va a finire che, ancora una volta, saranno i territori meno virtuosi ad introitare di più. Insieme ai Comuni dove ci sono maggiori transazioni immobiliari, come le grandi città, e ai Comuni turistici, come Cortina o Jesolo, che potranno godere delle maggiori entrate derivanti dalle seconde e terze case. Mi pare evidente che di fronte a queste disparità sarà necessario introdurre ancora dei meccanismi di perequazione per riequilibrare la capacità fiscale dei diversi territori, rendendo così meno efficace l'applicazione del federalismo fiscale: più trasferimenti perequativi dallo Stato comportano infatti una minore autonomia responsabile».

Poi c'è una questione tempo. All'avvio di questa nuova fase lo Stato tratterà da subito i 16 miliardi di trasferimenti, mentre le amministrazioni locali dovranno attraversare una fase transitoria di sofferenza finanziaria, che può anche durare anni, per mandare a regime il nuovo strumento della service tax. «Per la gran parte dei nostri Comuni di fascia piccola e media sarà molto difficile coprire i mancati trasferimenti statali. Alla fine siamo sicuri di non rimetterci?».

L'on. Rubinato pone poi altre questioni. "L'autonomia impositiva dovrebbe rendere più efficace l'azione di controllo, essendo il Comune l'ente più vicino ai cittadini. Ma per fare i controlli servono anche persone e mezzi che oggi i sindaci non hanno a disposizione. Mentre per assurdo ci saranno migliaia di dipendenti, ora alle dipendenze di uffici dello Stato, che non sapranno più che cosa fare. E' un problema che va posto e risolto".

 

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pubblicata il 15 luglio 2010

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