Corruzione: servono interventi urgenti

27 febbraio 2010

"Forse non sarà una nuova Tangentopoli, ma gli scandali che stanno emergendo in questi giorni richiedono provvedimenti urgenti da parte del Parlamento. Altrimenti si rischia di creare un baratro tra la classe dirigente del nostro Paese e i cittadini". L'on. Simonetta Rubinato commenta i risultati di un sondaggio (curato dall'istituto Panel Data) che mettono in evidenza come 3 cittadini del Nordest su 4 ritengano rilevante il problema corruzione. "E' ancor più preoccupante - sottolinea la deputata - che una buona fetta di intervistati si dica rassegnata a convivere con questo sistema di illegalità. Chi ha responsabilità di governo e ruoli dirigenziali a tutti i livelli della società deve opporsi all'idea di un decadimento dei valori, primi fra tutti dell'etica. Non possiamo finire, come accade nel recente passato, di essere messi tutti sul banco degli imputati. Io rivendico con orgoglio la mia onestà e proprio per tale motivo auspico una reazione forte per dimostrare che io e tanti altri colleghi lavoriamo con trasparenza nell'interesse generale del Paese e del nostro territorio".

L'on. Rubinato si dice convinta che "al di là delle responsabilità individuali di quanti sono coinvolti nelle vicende su cui sta indagando la magistratura" la classe politica debba porre la questione tra le priorità dell'agenda. "I gravi fatti di corruzione che stanno venendo alla luce e i dati presentati di recente dalla Corte dei Conti - commenta - ci fanno riflettere sul fatto che le misure messe in atto dopo Tangentopoli non hanno dato i frutti sperati. Mi riferisco ad esempio alla normativa sovrabbondante nella gestione degli appalti pubblici che, forse, ha reso più difficile i controlli. Senza poi dimenticare quanto denunciato anche dall'Associazione dei Costruttori edili, in merito ai rischi connessi ai ribassi d'asta".

Per la deputata trevigiana, di fronte al fenomeno della corruzione, bisogna agire su più fronti. "Credo sia necessario prima di tutto avviare una semplificazione e una maggiore trasparenza delle procedure relative alle opere pubbliche. Bisogna mettere nelle condizioni chi deve controllare di poterlo fare con facilità. Al tempo stesso è necessario una riforma del sistema giudiziario che garantisca la certezza della pena, perché chi corrompe e chi si fa corrompere siano puniti e non la facciano franca. Infine è necessario che anche gli imprenditori rifiutino un sistema che favorisce la concorrenza sleale e l'illegalità, estromettendo dalle associazioni di categoria chi è colluso per fare i propri interessi".

 

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pubblicata il 27 febbraio 2010

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