"Il malato grave. Non basta un'aspirina"

10 febbraio 2010

"Quando un malato è grave bisogna iniziare da subito a curarlo. La diagnosi fatta dall'Anci Veneto sulla situazione dei Comuni costretti a tener bloccati nelle loro casse oltre un miliardo e 200 milioni di euro è perfetta. Quello che non mi trova per nulla d'accordo è la cura proposta. Non basta un'aspirina. Aspettare il Dpef di giugno per mettere mano al patto di stabilità significa rinviare tutto di un anno. Ovvero rischiare che il paziente muoia". Non usa mezze misure l'on. Simonetta Rubinato per commentare l'analisi elaborata dalla Consulta di finanza locale dell'Associazione Comuni del Veneto. "Un miliardo e 200 milioni di euro bloccati dal patto di stabilità, altri 200 milioni di opere pubbliche da pagare, di cui solo 150 per le ditte edili, non sono dati sufficienti per far capire che la situazione è drammatica? - si chiede la parlamentare trevigiana -. Va bene il dialogo con il Governo, ma bisogna pretendere subito delle risposte a partire dal Decreto Legge che il Parlamento sta discutendo in questi giorni proprio in materia di interventi urgenti riguardanti gli enti locali e le regioni. Dobbiamo cogliere questa occasione per far pressione sulla maggioranza di Centro Destra perché metta mano alla revisione del patto di stabilità".

"Serve un'azione forte a difesa degli interessi dei Comuni del Veneto - continua la parlamentare trevigiana - tanto più in presenza degli appelli che giungono quotidianamente dalle associazioni di categoria, dai costruttori edili agli artigiani. Perché è oramai evidente che il patto di stabilità sta mettendo in ginocchio un intero sistema produttivo già duramente provato dalla crisi. Non possiamo continuare a dire agli imprenditori che ogni mattina bussano alla porta del sindaco che portino pazienza, che forse da Roma arriverà qualche novità. Dobbiamo costringere il Governo, e il ministro del Tesoro in particolare, a consentire ai nostri Comuni virtuosi di investire le risorse a favore dei cittadini e delle imprese del Nord e non tenerli in cassa per pareggiare i conti in rosso dei Comuni di Catania, Palermo o Roma".

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pubblicata il 10 febbraio 2010

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