Ridurre i tempi di pagamento della PA

25 agosto 2010

"E' inaccettabile che la Pubblica Amministrazione di un Paese che vuol competere con gli Stati più avanzati paghi i propri fornitori con sei mesi di ritardo. Per questo è urgente che quanto prima il Governo assuma delle iniziative concrete per ridurre questi ritardi e allineare l'Italia con gli altri Paesi Europei". A chiederlo è Simonetta Rubinato, deputata del Pd e componente della Commissione Bilancio della Camera, commentando la ricerca realizzata dalla compagnia Das che ha evidenziato come i 186 giorni medi di attesa per le Pmi e i professionisti italiani siano tra i peggiori dati a livello europeo (alle spalle dell'Italia soltanto Grecia e Spagna). "E' una situazione che già conoscevamo - ricorda la parlamentare trevigiana -. Ma in questo ultimo anno, come attesta la ricerca, il ritardo si è fatto ancora più grave, passando da 158 a 186 giorni (addirittura 259 per il comparto della Sanità!). Ritardi che comportano un'esposizione delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione che si più stimare attorno ai 50/60 miliardi di euro (dati Abi), con ricadute negative sulla disponibilità finanziaria delle aziende, distorsioni nella concorrenza e ostacoli all'integrazione economica".

L'on. Simonetta Rubinato si è fatta più volte promotrice di iniziative parlamentari per chiedere al Governo di adeguarsi a quanto prevede la stessa Unione Europea che, anche di recente, ha sollecitato gli Stati membri ad "assicurare che le autorità pubbliche paghino le fatture per le forniture e i servizi entro un mese". Secondo la parlamentare - che sul tema ha presentato un'ulteriore interrogazione ai Ministri dell'Economia, della Pubblica Amministrazione e dello Sviluppo Economico rimasta ancora senza risposta - sono tre le azioni che il Governo dovrebbe mettere in atto a sostegno delle piccole e medie imprese. La prima: concertare in sede europea un piano per il rimborso dei crediti arretrati dovuti da enti pubblici entro e non oltre il 31 dicembre 2010. La seconda: rendere effettivo il pagamento delle fatture entro un mese, modificando a tal fine il patto di stabilità e introducendo sanzioni per i colpevoli ritardi. La terza: adeguare i sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni per l'accettazione delle fatture elettroniche come equivalenti a quelle cartacee.

"Non è più accettabile - conclude l'on. Rubinato - che le piccole e medie imprese, settore trainante dell'economia locale, subiscano questi ritardi dovuti, lo ricordo, in buona parte ai vincoli imposti agli Enti locali, costretti, a loro volta, a rinviare i pagamenti delle forniture per rispettare il patto di stabilità. Se il Governo non si deciderà ad intervenire, molte aziende rischiano di chiudere".

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pubblicata il 25 agosto 2010

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