Dialetto e immigrati: integrazione possibile

02 febbraio 2010

"Dialetto come strumento di integrazione degli immigrati? Un dato di fatto che chiunque conosca la nostra realtà sociale del quotidiano può confermare". L'on. Simonetta Rubinato non si dice sorpresa dal risultato della ricerca condotta dall'istituto Quaeris. "E' normale che soprattutto i più giovani cerchino di relazionarsi con i loro coetanei anche attraverso l'utilizzo degli stessi linguaggi comunicativi - commenta la parlamentare - Penso agli sms, ma anche al dialetto. Quindi non mi stupisco neppure se un terzo degli immigrati intervistati si dicono favorevoli all'insegnamento della lingua veneta. Anche se non va dimenticato che gli altri due terzi non sembrano pensarla così".

"L'integrazione degli immigrati sul nostro territorio - continua l'on. Rubinato - è una sfida impegnativa che si gioca su più fronti. Anche la valorizzazione del dialetto nelle scuole può essere utile: trovo affascinante una prospettiva dove la conoscenza del dialetto si affianca ad un perfetto uso della lingua italiana e ad una buona conoscenza della lingua inglese. Questo tuttavia richiede di investire maggior risorse nella scuola e di non strumentalizzare politicamente, come invece ha fatto la Lega, la lingua veneta come fattore di separatezza dal resto del Paese e di distinzione nei riguardi dello straniero. Apprendo con piacere la conversione leghista su questo tema, dopo tante provocazioni che hanno contribuito ad imbarbarire il confronto rendendolo improduttivo".

L'on. Rubinato coglie l'occasione per invitare il ministro Zaia a prendere delle iniziative concrete con l'attuale maggioranza di Governo. "A cominciare dalla proposta di modificare la legge 492 del 1999 sulle minoranze linguistiche, prevedendo che anche la lingua veneta sia tutelata come il ladino, il friulano o il sardo. Su questo tema sono pronta a dare il mio contributo".

 

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pubblicata il 02 febbraio 2010

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