S ai tagli, ma non sia propaganda

17 maggio 2010

L'on. Simonetta Rubinato (Pd) si dice favorevole alla proposta di ridurre del 5% lo stipendio di parlamentari e ministri e non solo: "Sono del parere che i costi della politica vanno visti in un'ottica meritocratica, così come sono d'accordo che in un momento di grave crisi economica si debbano dare dei segnali - spiega - anche mettendo mano a retribuzioni dei parlamentari nazionali e regionali. Ma perché la proposta di Calderoli non sia soltanto propaganda, come lo è stata quella per gli sprechi dei vari governi nazionali e regionali o del taglio delle Province, è necessario che il Governo intervenga su tutti i costi della politica e soprattutto sui costi indiretti".
"Per far sì che la proposta non suoni come una presa in giro per gli italiani - precisa l'on. Rubinato - è necessario, infatti, intervenire su molti altri fronti, a partire dagli enti inutili, dalle troppe commissioni, per finire con le auto blu... E poi ci sono i costi del funzionamento di Camera e Senato. Un lungo elenco che va dalle retribuzioni del personale (233 milioni soltanto alla Camera), alle pensioni e vitalizi dei deputati e senatori in pensione (oltre 478 milioni), ai trasferimenti ai gruppi parlamentari (38,7 milioni quelli previsti nel bilancio di Palazzo Madama), alle consulenze per le Commissioni, alle spese per cerimoniale e rappresentanza (quasi 2 milioni l'anno al Senato), senza trascurare i costi eccessivi per i servizi stampa, ristorazione, assicurazioni".
L'on. Rubinato spera infine che la proposta del ministro Calderoli intervenga anche sulle 434 società partecipate dalle Regioni e sulle 25 mila poltrone dei consigli di amministrazione. "Sono pronta a dare il mio sostegno - conclude la parlamentare - ma la proposta del Governo dovrà essere organica e articolata. Tagliare i costi diretti della politica, ossia gli stipendi e le consulenze, è un primo passo ma è ancora poca cosa rispetto ai 25 miliardi che il Governo dovrà recuperare per la manovra correttiva dei conti pubblici. Una cifra molto più consistente potrebbe venire dalla riduzione dei costi indiretti della politica, come lo spreco di risorse pubbliche causato dalla corruzione e dal malgoverno o i soldi non recuperati a causa di un'inefficace lotta all'evasione fiscale. E infine mi si lasci dire: basta con la propaganda che alimenta l'antipolitica e fa apparire tutti i politici uguali. Non è così".

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pubblicata il 17 maggio 2010

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