Spending review: no a tagli lineari!

17 luglio 2012

"Razionalizzare la spesa pubblica è necessario ed etico, anche per evitare l'aumento dell'Iva che penalizzerebbe ulteriormente i consumi in particolare delle fasce più deboli della popolazione, ma questo processo di revisione non può trasformarsi nell'ennesima manovra di tagli indiscriminati di tremontiana memoria. Per questo ho presentato in Aula il 4 luglio scorso un ordine del giorno per impegnare il Governo ad applicare nei provvedimenti di spending review i dati raccolti nell'ambito della procedura di determinazione dei fabbisogni standard di spesa, in modo che i cittadini dei Comuni e delle Regioni che hanno impiegato correttamente e con parsimonia il denaro pubblico non debbano sopportare ulteriori sacrifici anche per quelli che continuano a sprecare". Lo afferma l'on. Simonetta Rubinato, deputata del Pd, che dopo aver visto accolto in toto dal sottosegretario Polillo l'ordine del giorno presentato in sede di conversione in legge del decreto n. 52 del 7 maggio 2012, si dice però preoccupata dall'ulteriore taglio di 2 miliardi di euro l'anno previsto a regime per i comuni dal decreto legge n. 95 del 6 luglio scorso, ora al Senato.
"Il rischio - commenta - dipende dal fatto che si indicano le cifre che si vogliono risparmiare e poi si demanda ad un confronto nella Conferenza Stato-Città la ripartizione di questi tagli. Se non si raggiunge un'intesa, la distribuzione delle riduzioni verrà fatta dal Ministero dell'Interno in modo molto simile ai tagli lineari. Con la conseguenza che, anziché raggiungere l'obiettivo di una vera spending review, che è quello di migliorare la qualità della spesa pubblica rendendo più efficienti i servizi ai cittadini, si rischia di penalizzare gli utenti di una serie di servizi essenziali gestiti dagli enti locali, senza differenziare sulla base di criteri di virtuosità".
"Per questo - conclude l'on. Rubinato - dobbiamo far sentire forte la nostra voce critica prima della conversione del decreto. Anche se i tempi sono sicuramente molto stretti e la situazione è condizionata dalla drammatica crisi finanziaria della zona Euro è necessario ricollegare la spending review con il processo di attuazione del Federalismo fiscale: la revisione della spesa non può essere disgiunta dalla determinazione dei costi dei fabbisogni standard degli enti locali, come ho proposto nel mio ordine del giorno".

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pubblicata il 17 luglio 2012

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