Canone, ennesimo pasticcio della Rai

21 febbraio 2012

"Di buone intenzioni è lastricata la strada dell'inferno. La Rai con l'obiettivo di combattere l'evasione del canone televisivo ha messo in campo un'iniziativa completamente sbagliata nei tempi e nei modi. Nei tempi vista la grave crisi economica in cui versano imprese e lavoratori autonomi. Nei modi perché una norma che risale addirittura ad un regio decreto del 1938 non può certo tener conto dello sviluppo tecnologico nel frattempo avvenuto. Così oggi imporre il pagamento del canone Rai ai possessori di pc portatili, tablet o smartphone soltanto per la mera astratta possibilità che questi strumenti offrono di accedere alle trasmissioni televisive, rischia di trasformarsi in un ulteriore balzello a carico di chi già sta pagando gli effetti delle crisi finanziaria. Il Governo deve intervenire al più presto per porre rimedio a questo pasticcio". Lo chiede l'on. Simonetta Rubinato, deputata del Pd, che si è attivata raccogliendo la protesta delle associazioni trevigiane di categoria, in particolare del presidente della Confartigianato Mario Pozza.

"Il Governo potrebbe intervenire già con il decreto fiscale che sarà varato dal consiglio dei ministri di venerdì prossimo - spiega la parlamentare trevigiana - introducendo delle modifiche ad una normativa ormai superata dall'innovazione tecnologica e considerando anche la possibilità di una sanatoria per il passato. Inoltre, se il servizio radiotelevisivo offerto dalla Rai deve restare pubblico, per non continuare a pesare soprattutto sulle famiglie, il Governo valuti anche l'opportunità di abolire il canone, sostituendolo con un finanziamento pubblico a carico della fiscalità generale".

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pubblicata il 21 febbraio 2012

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