Ascopiave, il Pd resti fuori dal Cda

14 febbraio 2012

"Ascopiave è una società quotata in borsa che non può essere gestita sulla base di una lottizzazione tra partiti. Ciò che è invece emerso in questi giorni sulla stampa e ieri sera in esecutivo provinciale del Partito Democratico nulla ha a che fare con le strategie gestionali per la crescita dell'azienda, ma solo con una spartizione di incarichi lautamente remunerati". Lo afferma l'on. Simonetta Rubinato che già nel luglio scorso era intervenuta sulla guerra di poltrone scoppiata tra il presidente Flavio Zugno e il direttore generale (suo predecessore) Guido Salton. "In quella occasione - ricorda la deputata del Pd - dissi che i protagonisti, con senso di responsabilità, si dovevano ritirare dall'assalto al ricco fortino per consentire ai soci di scegliere i componenti del Cda sulla base di qualificate competenze nel settore del gas, perché è necessario pianificare al meglio le strategie di Ascopiave nell'interesse generale della società, degli azionisti e quindi anche del territorio. E invitavo la politica a svolgere la sua funzione di rappresentanza nell'assemblea dei sindaci, cui tocca il compito di valutare i risultati conseguiti dal management. E non cambio idea ora solo perché è in gioco una poltrona anche per il Pd".

"Per questo - continua l'on. Rubinato - è ingiustificabile per il Pd, tanto più in un momento in cui parliamo di riforma dei partiti, di trasparenza, di codici etici, la coincidenza tra un ruolo di dirigente politico e l'incarico nel Cda di una società come Ascopiave. Non dobbiamo dar modo alla gente di pensare che siamo una forza che fa politica ancora con il manuale Cencelli in mano".

L'incompatibilità tra incarico politico e posto all'interno del Cda di Ascopiave è stata ribadita ieri sera durante l'esecutivo del Pd dalla maggioranza dei componenti, tra cui quelli più vicini all'on. Rubinato. Secondo la presidente dell'assemblea, Lorena Andreetta, "il Pd deve stare fuori dal Cda, per non assumersi la corresponsabilità di scelte gestionali, passate e presenti, che ad oggi non appaiono chiare". Per il vicesegretario Roberto Grigoletto, il tesoriere Gilberto Daniel e il coordinatore degli amministratori locali, Franco Zanata "in ogni caso si deve almeno verificare se ci sono condizioni per presentare delle candidature diverse sulla base di una strategia che non sia quella di dar l'assalto ad una poltrona d'intesa con la Lega". "Se così non fosse e il segretario Enrico Quarello confermasse di non voler fare alcun passo indietro - concludono - riteniamo necessarie le sue dimissioni".

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pubblicata il 14 febbraio 2012

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