L'Austria fa shopping tra le nostre imprese

04 maggio 2011

"Quali sono le misure che il Governo Berlusconi intende adottare per fare concorrenza alla campagna acquisti dell'Austria tra le imprese del nostro territorio, per le quali si organizzano incontri al fine di invogliarle con proposte molto allettanti ad avviare nuove attività all'estero? Mentre il nostro Governo approva norme come quella dell'art. 41 del decreto legge 78 della scorsa estate che prevede lo shopping fiscale a favore delle imprese europee e svantaggio di quelle italiane, altri sono impegnati a fare shopping di imprese come il governo regionale della Carinzia che sta spiegando ai nostri imprenditori che volessero trasferirsi gli incentivi fiscali e il mix di contributi, che possono arrivare fino al 50% per la ricerca e lo sviluppo". Lo chiede l'on. Simonetta Rubinato, deputata democratica e componente della V Commissione Bilancio della Camera, alla vigilia dell'incontro organizzato per domani 5 maggio a Casale sul Sile dall'ufficio commerciale dell'Ambasciata d'Austria al quale sono state invitate numerose aziende anche del trevigiano.

"Non è la prima volta che il Governo regionale della Carinzia contatta i nostri imprenditori offrendo loro consulenza gratuita e una serie di servizi personalizzati nel caso decidano di aprire un'impresa sul territorio austriaco - spiega la parlamentare trevigiana - e in questo momento particolarmente difficile la proposta rischia di essere davvero accattivante, considerato che le nostre imprese devono fare i conti con un regime fiscale tra i più complessi e vessatori al mondo e la mancanza di una politica economica ed industriale adeguata da parte del Governo".

L'on. Rubinato, preoccupata per gli effetti che la campagna acquisti promossa dalla Carinzia potrà avere sul sistema industriale trevigiano, denuncia l'incapacità del Centro Destra, che governa questo Paese da 8 degli ultimi 10 anni con i voti di tanti piccoli e medi imprenditori, di mettere in campo delle riforme concrete di riduzione del carico fiscale, contributivo e burocratico che grava sulle nostre imprese. "La politica di questo Governo - spiega - vuole permettere alle imprese estere che vengono nel nostro Paese di scegliere il regime fiscale più favorevole, creando così concorrenza sleale nei confronti delle aziende italiane. Dall'altro mette il bastone tra le ruote agli investitori stranieri che vogliono acquisire quote delle grandi aziende italiane, vedi il caso Parmalat, salvo poi rimediare una figuraccia. Zero risposte invece alle aziende italiane. Di fronte a queste scelte schizofreniche non c'è da stupirsi se le nostre imprese poi volgono lo sguardo all'aquila austriaca".

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pubblicata il 04 maggio 2011

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