Federalismo: nessun alibi al CentroDestra

01 febbraio 2011

"Il primo vero obiettivo politico della riforma federalista è sconfiggere la piovra del centralismo statale, che è la principale causa del dissesto finanziario dei conti pubblici. Per questo il Partito Democratico non dia alibi alle proposte sbagliate del centrodestra e, in coerenza con l'originario spirito innovatore e riformista, non si assuma la responsabilità di bloccare con il suo voto contrario un cambiamento atteso dalla gran parte dei cittadini. Interrompere oggi il cammino del Paese verso il federalismo significa far vincere le lobby dei poteri centrali e soffocare l'autonomia e lo sviluppo responsabile dei territori". Alla vigilia del voto della Commissione Bicamerale sul decreto del federalismo fiscale municipale, previsto per giovedì 3 febbraio, l'on. Simonetta Rubinato, deputata democratica in Commissione Bilancio, alimenta il confronto tra le fila del Pd.

"La riforma del ministro Calderoli fin qui abbozzata è deludente perché mantiene l'accentramento statalista delle risorse - precisa - e aumenta l'imposizione fiscale sui cittadini e le imprese. Per questo non ci piace, e anche l'ultima versione migliorata del decreto conferma tutti i nostri dubbi. Ma politicamente oggi abbiamo il dovere di tenere in vita la speranza di riformare la macchina pubblica, chiedendo poi agli elettori la fiducia per modificarne i contenuti per evitare che si traduca in un aumento della pressione fiscale locale e delle disparità di risorse anche tra comuni dello stesso territorio".

A tal proposito la parlamentare veneta ricorda che "ci vorranno anni prima che la riforma entri a pieno regime, per cui avremo il tempo necessario per monitorarla e quindi correggerne le numerose storture, evitando che il federalismo così come proposto dal Centrodestra si traduca in maggiori tasse e minori servizi e investimenti, accrescendo il numero degli adempimenti a carico dei contribuenti. Ma dire di no ora significa schierarsi tra coloro che non vogliono il cambiamento. Sarebbe una scelta incomprensibile per gli italiani e difficile da spiegare in particolare agli elettori del Nord, senza considerare che, dopo il via libera dell'Anci, sarebbe facilmente strumentalizzata dalla propaganda leghista, che troverebbe un ulteriore alibi alla propria incapacità di attuare una riforma federalista degna di questo nome".

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pubblicata il 01 febbraio 2011

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