Moretti: infamie Ma il Pd tace sui finanziamenti - Il Gazzettino

22 settembre 2015

Pagina 12, Nordest

Alessandra Moretti annuncia carte bollate. Lungi dal rivelare i nomi dei finanziatori della sua campagna elettorale (oltre a quelli della "Associazione Alessandra Moretti Presidente" pubblicati sabato dal Gazzettino, ci sono quelli secretati della Fondazione Kairos che ha contribuito per circa 180mila euro su un totale di 946mila), l’ex candidata governatrice e attuale capogruppo Pd in Veneto accusa: «È una campagna infamante e inaccettabile, attuata con metodo squadrista dai gerarchi leghisti di Zaia. Non accetto che su di me venga applicato alcun ‘metodo Boffo’: difenderò la mia dignità in tutte le sedi, comprese quelle penali», dice Moretti. Con chi ce l’ha? Con chi ha criticato il fatto che abbia accettato 30mila euro dalle cliniche private del gruppo romano Garofalo o i 20mila delle società di Raffaele Boccardo amico di Marcello Dell’Utri? O con il capogruppo leghista Nicola Finco che ogni giorno la ritrae col naso da Pinocchio? Moretti se la prende direttamente con Zaia che «si mette a costruire macchine del fango». «Le insinuazioni, le teorie complottistiche sui rapporti tra la figura del finanziatore e quella del politico sono intollerabili. L’unico motivo del perché non voglio dare i nomi dei miei sostenitori è evitare che queste persone vengano iscritte a liste di proscrizione ed evitare che si faccia su di loro insinuazioni balorde. Purtroppo tutto ciò sta avvenendo grazie agli squadristi della Lega». RIPENSAMENTI - Non è detto che la Fondazione Kairos non decida di svelare come ha raccolto i fondi. Il segretario della Fondazione, Giansandro Todescan, dice che «a fine mese» si riuniranno gli amministratori e «si deciderà il da farsi». Dice Todescan: «La Fondazione Kairos nasce (nel gennaio 2015, ndr) per capire la realtà veneta e italiana, vedere se c’è una domanda di rinnovamento politico e di partecipazione. Quando si è arrivati al voto regionale, la Fondazione ha intravisto nella candidata Moretti e nell’Associazione Moretti degli strumenti con cui conseguire le proprie finalità e quindi, offrendo dei servizi, ha sostenuto la campagna di Moretti e dell’Associazione nel modo in cui le rendicontazioni recepiscono questo sostegno». Ossia: nella rendicontazione di Moretti e dell’Associazione sono riportati i servizi pagati dalla Fondazione per un totale di circa 180mila euro. La Fondazione intende dire come ha raccolto quei soldi? Todescan: «Gli amministratori devono capire se chi ha versato ha dato il via libera per rendere tutto pubblico». È vero che la Fondazione si avvia alla chiusura? «No». Però il sito è scomparso, così come quello di Moretti è stato svuotato: c’entra la "rottura" con il guru Patrizio Donnini? Todescan: «C’è una connessione tra i siti». IL GURU - La connessione sarebbe appunto Patrizio Donnini, il guru di Dotmedia che ha curato la campagna di Moretti, sito compreso, ed è tuttora componente del Cda della Fondazione Kairos. Contattato dal Gazzettino, Donnini smentisce di essere responsabile della scomparsa del sito di Kairos e aggiunge di non avere null’altro da dire. SEGRETARIO SILENTE - Un altro che tace è Roger De Menech. Al segretario regionale del Pd, per il tramite del suo portavoce, è stata fatta la seguente domanda: cosa pensa il Pd dei fondi raccolti dalla sua candidata governatrice attraverso una Fondazione che, proprio grazie alla natura delle Fondazioni, possono restare segreti? Il Pd condivide questa scelta o chiederà ad Alessandra Moretti di essere trasparente? Risposta: nessuna. CHI INCALZA - Non tace Simonetta Rubinato, deputata, ex candidata alle primarie: «Nella raccolta fondi nelle campagne elettorali chi rappresenta una forza politica popolare per evitare condizionamenti deve puntare ad avere tantissime piccole elargizioni da parte di un grande numero di elettori. Quanto ai fondi cospicui dati da soggetti imprenditoriali interessati, bisogna evitare ogni sospetto garantendo massima trasparenza. Tanto più quando si è in presenza di gruppi attivi nella sanità privata visto che la Regione è l’ente che ha ampia competenza in materia di politiche sanitarie. Trasparenza che va garantita anche da associazioni e fondazioni». CHI PREME - Intanto Piero Ruzzante (Pd) chiede a Zaia di rispondere a una vecchia interrogazione sul coinvolgimento della Siram: «Ora che c’è il processo Bossi-Belsito, si faccia chiarezza». 

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pubblicata il 22 settembre 2015

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