Interrogazione al Ministro per lo sviluppo economico per la tutela del Made in Italy nel settore arredo

18 agosto 2015

Lo scorso 2 luglio ho depositato un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro per lo sviluppo economico (clicca qui) nella quale chiedo quali iniziative intenda intraprendere per promuovere la tutela dei modelli di design made in Italyregistrati a livello comunitario, a partire dal caso concreto di Miniforms, azienda di Meolo (VE).

L’interrogazione prende spunto dalle vicende giudiziarie scaturite dopo che l’azienda veneta ha promosso due procedimenti cautelari contro due concorrenti, accusati di aver contraffatto un tavolo darredo di successo (Passion) il cui modello era stato registrato da Miniforms presso lUfficio per larmonizzazione del mercato interno (UAMI), a cui, tra l’altro, vengono pagate le tasse di mantenimento dell’esclusiva. Ebbene l’azienda, dopo essersi trovata con due valutazioni opposte da parte dei due tribunali interni aditi (Venezia pro, Trieste contro), ha fatto istanza, sulla base del Regolamento (CE) 6/2002, affinchéla decisione sulla validitàdella registrazione del modello sia demandata all’UAMI in quanto organo che l’ha concessa a livello comunitario. Ma, pur essendo stata accolta l’istanza dal Tribunale di Venezia con ordinanza dell’ottobre del 2012, ad oggi l’Ufficio comunitario non vi ha ancora dato seguito.

Il comportamento dellUAMI, che dovrebbe svolgere un ruolo attivo e responsabile nella tutela dei modelli registrati, compromette in questo modo la tutela dei prodotti made in Italy in un settore rilevante come quello dellarredo, giàfortemente colpito dalla crisi, e mina la credibilitàdel sistema comunitario in tema di concessione di registrazione di design. Tutto questo nei confronti di un Paese come l’Italia le cui imprese hanno dimostrato sino ad ora di credervi, visto che sono ben 9.000 i modelli depositati ogni anno, essendo in questo secondi soltanto alla Germania.

Nelle settimane successive ho interessato del tema il vice Ministro Calienda. Mi auguro davvero che intervenga tempestivamente a livello europeo per ottenere dall’UAMI un’adeguata tutela delle aziende italiane titolari dei diritti di modelli di design ivi depositati.

CLICCA QUI PER LEGGERE UN'ARTICOLO DE 'LA TRIBUNA DI TREVISO' SUL TEMA


pubblicata il 10 luglio 2015

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