Il Contratto di Fiume Meolo, Vallio e Musestre modello nazionale di governance partecipata del territorio

14 agosto 2015

Il Contratto di Fiume come innovativo strumento di partecipazione democratica allo sviluppo sostenibile del territorio. E’ stato il tema al centro dell’incontro pubblico tenutosi lunedì 3 agosto scorso presso la tenuta agricola di Ca’ Tron a Roncade (TV). Al centro della discussione dell’assemblea i fiumi, il loro stato di salute (osservato speciale anche quest’anno il Piave), l’utilizzo della loro acqua per scopi irrigui e idroelettrici, il loro futuro dal punto di vista della tutela dell’habitat naturalistico, ma anche la loro fruibilità e la loro importanza nel sistema di difesa dal rischio idraulico. Al convegno, partecipato da oltre 200 persone, tra cui amministratori locali, associazioni e cittadini, è intervenuto il ministro all’Ambiente Gianluca Galletti, che ha accolto il mio invito ad essere presente per valorizzare la sottoscrizione del Protocollo d'intesa del Contratto di fiume Meolo, Vallio e Musestre, intervenuta a seguito dell'ultimazione delle prime tre fasi del progetto: cliccando sul seguente link, potete scaricare la presentazione che ne illustra il percorso (clicca qui). Durante la discussione, da me coordinata, gli interventi del sindaco Pieranna Zottarelli, del nuovo Prefetto di Treviso Laura Lega, dell'assessore di Roncade Gilberto Daniel (coordinatore istituzionale del processo), dell'ing. Alessandro Pattaro (coordinatore tecnico), di Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, di Fausto Pozzobon (di Legambiente, in rappresentanza delle associazioni), del sindaco di Breda di Piave Moreno Rossetto (in rappresentanza degli amministratori locali), dell’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, di don Albino Bizzotto (inviato a portare un contributo ispirato all’enciclica Laudato sii). Ringrazio anche il dott. Paolo Giandon per il contributo dato nella preparazione dell’evento.

Il Contratto di Fiume è uno strumento di pianificazione strategica innovativo per la riqualificazione dei bacini fluviali: così innovativo che solo nel recente disegno di legge recante disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali (il c.d. Collegato ambientale) è stata per la prima volta inserita la sua definizione nell’ordinamento italiano, con un emendamento di iniziativa parlamentare nel passaggio alla Camera di qualche mese fa, nell'articolo 43 che vi trascrivo:

“Art. 43.
(Contratti di fiume)

1. I contratti di fiume concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sotto-bacino idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale di tali aree.”

Ed eccone il relativo commento estratto dal dossier del Servizio Studi del Senato, ove il disegno di legge è attualmente ancora in discussione in Commissione Ambiente:

L'articolo 43 disciplina i contratti di fiume, che concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione del distretto idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali.

I contratti di fiume, che non hanno una disciplina giuridica a livello nazionale, "possono essere identificati come processi di programmazione negoziata e partecipata volti al contenimento del degrado eco-paesaggistico e alla riqualificazione dei territori dei bacini/sottobacini idrografici", secondo la definizione riportata nel documento "Carta nazionale dei contratti di fiume" (Si veda in il sito www.contrattidifiume.it a cura della Regione Lombardia). Secondo la definizione data dal 2º World Water Forum, il contratto di fiume permette "di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale".

I riferimenti normativi si rinvengono nella Direttiva Quadro 2000/60/CE, che prefigura politiche sistemiche di riqualificazione delle acque superficiali e sotterranee, creando obiettivi comuni con altre normative europee che promuovono l’utilizzo di strumenti di governance e sussidiarietà per attuare le politiche ambientali, quali: la Direttiva Habitat 92/42/CEE, che prevede la creazione di una Rete ecologica europea e la Direttiva 2007/60/CE, relativa alla gestione del rischio.

Esempi di disciplina normativa dei contratti di fiume si rinvengono a livello regionale, come nel caso della Regione Lombardia, la quale L.R. 26/03 che, al titolo V Disciplina delle risorse idriche, al capo II, individua i contratti di fiume (così come i contratti di lago) come processi di sviluppo del partenariato funzionali all’avvio della riqualificazione dei bacini fluviali”.

 

Scopo del convegno alla presenza del Ministro era quindi far conoscere un’esperienza precorritrice di coinvolgimento nella conoscenza delle acque nel territorio, per raggiungere obiettivi di qualità nella tutela dei beni e servizi ecosistemici, grazie ad un processo autenticamente partecipativo, che ha animato le comunità lungo i fiumi e le ha coinvolte (anche attraverso numerose attività culturali) nel processo decisionale pubblico, affinché la politica regionale favorisca l'estensione dell’esperienza del Contratto di Fiume di Meolo, Vallio e Musestre anche ai bacini dei fiumi Melma e Nerbon, Storga e Limbraga, Dese e Zero e così via, attivando tutte le comunità di base per poi arrivare a realizzare il Contratto di Fiume del Sile (come Contratto dei Contratti). Oltre che estenderlo ad altri bacini del territorio provinciale di Treviso. Il focus è stato quindi posto sul modello di governance del territorio che coinvolge in modo concertativo e partecipativo enti, associazioni, categorie produttive, cittadini nella gestione del territorio, affidando un ruolo di protagonisti alle amministrazioni comunali.

All'Assessore regionale e soprattutto al Ministro si è posta anche la questione concreta di come trovare una mediazione tra possibili incentivi iniziali (perché senza difficilmente un’amministrazione locale si cimenta nella realizzazione di processi come i Contratti di Fiume) e, contemporaneamente, eventuali riconoscimenti premiali alla qualità dei processi attivati. Una proposta è quella di destinare una quota dei fondi del PON Governance per il finanziamento dei Contratti di Fiume secondo criteri di premialità, sulla base dei requisiti fondamentali di qualità licenziati dal Ministero dell’Ambiente e dal Tavolo Nazionale dei CdF in data 12 Marzo 2015. Altro obiettivo a livello nazionale è quello di raggiungere l'adesione del 100% delle Regioni alla Carta Nazionale dei Contratti di Fiume (i Comuni di Roncade, Breda, Carbonera, Meolo, Monastier, San Biagio hanno già aderito, come anche la Regione Veneto).

Obiettivi che sono stati condivisi dal Ministro Galletti, che ha definito il percorso del Contratto di Fiume di Meolo Vallio e Musestre un “modello nazionale” di fondamentale importanza, perché preservare l'acqua, è oggi prioritario molto più di ieri. Salvaguardare l’ambiente, per salvaguardare la vita di tutti. «Strumenti come i contratti di fiume – ha precisato - vanno in questa direzione e sono una questione etica, morale, ma anche di sopravvivenza: i cambiamenti climatici non sono da considerare più come un'invenzione di qualche scienziato pazzo, sono una realtà e dobbiamo agire compatti sulla base di nuovi obiettivi di sostenibilità. Per questo sono favorevole a favorire l'adozione di questo strumento da parte delle Amministrazioni comunali attraverso incentivi, incluso quello di una deroga al Patto di Stabilità». 

Vi segnalo in conclusione il link per scaricare la rassegna stampa relativa all'evento (clicca qui). Infine potete seguire tutte le novità sul Contratto di Fiume Meolo Vallio Musestre sulla pagina Facebook dedicata al seguente link: www.facebook.com/CdFMeoloVallioMusestre.


pubblicata il 14 agosto 2015

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