Profughi, Alfano rimuove il prefetto - La Tribuna di Treviso

21 luglio 2015

Pagina 18, Cronaca

di Giorgio Barbieri «Al prossimo Consiglio dei ministri sostituirò il prefetto di Treviso». L’avviso di sfratto a Maria Augusta Marrosu arriva da Bruxelles nel tardo pomeriggio di ieri per bocca di Angelino Alfano. Il ministro dell’Interno si era visto nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che non aveva per nulla gradito le immagini delle violenze a Quinto che avevano fatto il giro del mondo. Da qui la decisione di Renzi di rimuovere il prefetto Marrosu, argomento che con ogni probabilità è stato al centro dei colloqui tra il premier e il sindaco Giovanni Manildo. «Io mi chiedo», ha detto Alfano, «rispetto ad alcuni disguidi verificatisi in alcune realtà del Veneto quanto saremmo stati agevolati dalla partecipazione e cooperazione delle regioni e altri enti locali». Per questo, ha aggiunto il ministro, «dobbiamo mettere in campo sempre maggiore efficienza e se anche abbiamo avuto sempre da parte delle prefetture uno sforzo straordinario, alcune cose non hanno funzionato anche per responsabilità delle regioni, quindi dove dovevamo dare come amministrazione la prova di fare il massimo interverremo. Per esempio al prossimo Consiglio dei ministri sostituirò il prefetto di Treviso». Una decisione che era già stata anticipata da Renzi a Mnildo, tanto che il primo cittadino ha commentato: «Rimosso il prefetto dopo la telefonata con Renzi. Un segnale forte da Roma, di vicinanza a Treviso». Ieri sera in Prefettura c’era incredulità per l’annuncio del ministro Alfano. Maria Augusta Marrosu è fuori città per qualche giorno di vacanza e non aveva comunicato a nessuno sospetti per una imminente rimozione. A chi è riuscito a mettersi in contatto con lei avrebbe esternato il suo stupore per il modo in cui è stata annunciata la decisione del governo. Ad appena un anno e mezzo di distanza dal suo insediamento a Treviso, era il 30 dicembre 2013, Marrosu è dunque destinata a lasciare piazza dei Signori. Le è stata fatale la (mancata) gestione dell’emergenza profughi fin dal febbraio scorso, quando un pullman con a bordo una quarantina di profughi venne parcheggiato di fronte alla stazione di Treviso e lì “abbandonato” per 24 ore mentre per il centro sfilavano i carri di Carnevale. A seguire c’era stata la decisione di aprire l’ex Mondadori, sempre in stazione, per ospitare un altro gruppo di profughi. Una scelta inadeguata che aveva costretto Ca’ Sugana a mettere a disposizione l’ex Dogana a San Giuseppe. Da allora si sono fatti sempre più tesi i rapporti tra Manildo e Marrosu, che però godeva del sostegno della Lega e del governatore Zaia che addossava tutte le responsabilità al governo Renzi. Fino alla settimana scorsa quando la Prefettura aveva mandato 101 profughi all’interno di alcuni appartamenti vuoti in due palazzine in via Legnago a Quinto. La rivolta dei residenti, con gli incendi in strada, e le violenze che ne sono seguite hanno però fatto il giro del mondo facendo infuriare Matteo Renzi. A pesare negativamente sul prefetto anche la decisione di piegarsi alle violenze di piazza e di spostare nuovamente i profughi all’interno della caserma Serena. Il presidente del Consiglio ha quindi avuto in questi giorni più di un colloquio telefonico con il sindaco Manildo. E ad Alfano è toccato rendere pubblica la decisione del premier. «Bene la decisione di Renzi di sostituire il prefetto di Treviso, che ha gestito in modo inadeguato la vicenda profughi. Ora serve un tavolo regionale», è il commento di Alessandra Moretti, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. «La scelta preannunciata dal ministro degli Interni va nella giusta direzione per evitare che a Treviso, dopo gli ultimi avvenimenti la situazione possa sfuggire di mano», afferma l’onorevole Simonetta Rubinato del Pd, «preoccupazione che io stessa avevo rappresentato nei giorni scorsi a diversi esponenti del governo». «Il governo aveva l’obbligo di intervenire», ha sottolineato Floriana Casellato (Pd). «Ero al corrente di questa intenzione», afferma Manildo, «il governo manifesta vicinanza al nostro territorio, come dimostrato anche dalla telefonata che avevo ricevuto venerdì dal premier. Apprezzo la tempestività della decisione del governo. Ora auspico che il nuovo prefetto sappia interpretare il ruolo di necessario coordinamento di tutto il territorio della provincia per la soluzione dei problemi e dei temi legati all’accoglienza» «L'annuncio del ministro dell'Interno Angelino Alfano è una notizia che stavamo aspettando», afferma Miriam Giuriati, sindaco di Casier, «mi auguro che ora la scelta ricada su una persona all'altezza delle situazione da gestire e che soprattutto venga individuata una figura di riferimento con ampia conoscenza del territorio e dei suoi cittadini» 

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pubblicata il 21 luglio 2015

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