Pd, De Menech guiderà il partito verso il congresso - Il Giornale di Vicenza

04 luglio 2015

Pagina 13, Regione

Cristina Giacomuzzo INVIATA A PADOVA

Il segretario dimissionario del Pd, Roger De Menech, guiderà il partito veneto verso il congresso che si terrà in autunno. È quanto ha deciso la direzione durata 5 ore e aperta a consiglieri regionali e deputati, organizzata per fare il punto dopo le disfatte elettorali di Alessandra Moretti alle regionali (22,7%, un record negativo) e di Felice Casson in Comune a Venezia. «È stato un dialogo costruttivo - ha commentato il segretario -. Al centro c´era la politica, non le persone. Dopo la sconfitta era necessaria una discussione franca e senza documenti preconfezionati. Alla fine, abbiamo posto dei paletti: no al commissariamento e sì a un congresso rigenerativo che non sia una guerra tra bande». INVESTITURA. Uno dei punti emersi chiaramente dagli interventi dei big del Pd veneto presenti ieri a Padova riguardano le dimissioni messe a disposizione da De Menech: si vuole che diventino effettive «per dare un messaggio all´esterno di discontinuità», come ha sottolineato il sottosegretario di Stato, Pier Paolo Baretta. Ma non si vuole il commissariamento: «Non vogliamo un esterno a guidare, anche se solo per pochi mesi, il Veneto. Quello sì sarebbe davvero un fallimento», ha rincarato l´onorevole Alessandro Naccarato. Ma non è una contraddizione in termini? Chi si dimette, solitamente, non dovrebbe lasciare spazio ad altri perché possano costruire il nuovo? Evidentemente la regola non vale in casa Pd. Perché lì ieri il dimissionario De Menech ha ricevuto attestati di stima personale che lo invitavano, neanche poi tanto velatamente, a continuare a mantenere il ruolo di traghettatore verso il nuovo Pd Veneto. Una sorta di investitura (con quale qualifica è ancora da capire) che non è stata formalizzata da un voto o forse, di contro, la conferma di una mancanza di alternative tra i dem dopo la batosta del voto. COMMISSARI E TESSERE. Ad esordire è stato il deputato veronese Gian Pietro Dal Moro che ha proposto percorsi radicali: «Sì alle dimissioni, si al commissariamento e, soprattutto, vista la portata della sconfitta elettorale, un congresso che non si tenga fra pochi mesi, ma il prossimo anno perché altrimenti si rischia che sia solo un appuntamento di facciata». Di opinione diversa è il vicentino Claudio Rizzato che ha messo il dito su un aspetto problematico: «Siamo un partito di lotta o di governo? Esiste uno stesso Pd e una causa comune? Solo se abbiamo finalità condivise possiamo avere un pluralismo al nostro interno che rappresenta una ricchezza. Il fatto è che alle elezioni ci siamo presentati con messaggi contraddittori: adesso serve ripartire e confluire tutti in un percorso unico condiviso». Dura riprendersi dopo un risultato così e quando si perdono i pezzi, come denuncia Gianni Rolando, responsabile dell´area progressista (ex civatiana): «Calano gli iscritti e il tesseramento non è ancora avviato. Poi iniziano anche le defezioni. Si deve cambiare marcia. Come? Puntiamo ad una reggenza unitaria del Pd regionale che definisca procedure e tempi di lavoro di avvio e durata del congresso con il coinvolgimento di tutti i circoli e in tutte le province». CORRENTI. Avanti, ma da soli, per il veneziano Marco Stradiotto perché «farci comandare da qualcuno da fuori Veneto non ha senso. Si deve cambiare, certo. Gli italiani, per esempio, hanno imparato che quando noi siamo al governo litighiamo. Il Pd insomma avrebbe perso anche se avessero arrestato direttamente Zaia. Se non iniziamo qui a dirci veramente come la pensiamo e a costruire qualcosa di nuovo non servirà a nulla». La deputata Laura Puppato lo prende alla lettera: «Non ho appoggiato Moretti perché era la persona sbagliata nel posto sbagliato: doveva restare in Europa. Ora serve un messaggio all´esterno di discontinuità con De Menech a traghettare». Anche la collega trevigiana Simonetta Rubinato pensa a dimissioni ma punta a far restare De Menech alla guida e teorizza un congresso «che apra con regole chiare e con le primarie per coinvolgere di più». Alla fine, nessuna votazione del direttivo. De Menech ha annunciato un aggiornamento entro luglio per pianificare il percorso che porterà al congresso. COPYRIGHT 

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pubblicata il 04 luglio 2015

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