Stabilità, il Governo accoglie il mio odg sull'avanzo di amministrazione dei Comuni del Veneto

22 dicembre 2015

Sblocco degli avanzi di amministrazione dei Comuni virtuosi del Veneto: nel corso dell’approvazione alla Camera della Stabilità, il Governo ha accolto  l’ordine del giorno presentato da Simonetta Rubinato, e sottoscritto da tutti i deputati veneti del Pd, assumendo l'impegno di attivare sin dall’inizio del 2016 un tavolo di confronto al quale, per la prima volta, potrà partecipare accanto all'Anci nazionale anche Anci Veneto, con lo scopo di monitorare il reale effetto delle norme sullo sblocco degli avanzi (e del superamento del Patto di Stabilità in favore del pareggio di bilancio) al fine di individuare le ulteriori misure che si rendessero necessarie per consentirne il pieno utilizzo. Secondo una statistica effettuata dall’Anci Veneto nell’agosto scorso, infatti, le risorse ancora bloccate nelle casse dei Comuni veneti sono  600 milioni di euro, ben un terzo della cifra complessiva a livello nazionale, presunta in circa 2 miliardi di euro.

“I commi 711 e 712 della Stabilità consentono di poter spendere l'avanzo di amministrazione limitatamente all'ammontare del Fondo crediti di dubbia esigibilità – spiega l’on. Rubinato, che ha invano tentato di modificarli con un emendamento concordato con la presidenza dell’Anci Veneto - Questo rischia di generare effetti paradossali, ovvero che i comuni più favoriti dall’applicazione del nuovo saldo siano quelli che non sono in grado di attivare investimenti, avendo incassato negli anni minori entrate di quelle previste, e non quelli che hanno risorse finanziarie proprie in cassa, disponibili da subito”. Stiamo parlando degli enti locali c.d. virtuosi, molti del Veneto, che, a partire dal 2009 hanno fortemente limitato i propri investimenti e l’assunzione di nuovi mutui al fine di poter rispettare i vincoli di spesa derivanti dal patto di stabilità interno, anche allo scopo di mettersi nella condizione di poter pagare puntualmente i proprio fornitori. “In questo modo – sottolinea la deputata – hanno inevitabilmente prodotto situazioni finanziarie in forte avanzo di amministrazione, con rilevanti giacenza di cassa. E proprio questi comuni, che sono generalmente virtuosi anche sul versante dell'incasso delle entrate previste, presentano un fondo crediti di dubbia esigibilità molto esiguo”. 

“Purtroppo - spiega la deputata del Pd - la nostra proposta di modifica, avendo in astratto un'incidenza rilevante sui saldi del bilancio dello Stato (sbloccando circa 2 miliardi di euro per investimenti, e non in modo omogeneo in tutte le aree del Paese), non ha avuto parere favorevole dal Governo. Ecco perchè per uscire dall'impasse ho avanzato al sottosegretario Baretta la proposta di istituire un tavolo governativo".

"Peraltro è evidente a tutti l'importanza per l'intero Paese, e non solo per il Veneto, di sbloccare queste risorse per realizzare opere pubbliche, aprire tanti piccoli cantieri sui territori e creare occupazione nel comparto dell'edilizia, tra i piu colpiti dalla crisi economica. Tanto più considerando il fatto che in questi anni i Comuni non hanno mai utilizzato completamente gli spazi finanziari consentiti dal Patto di Stabilità, per le criticità dei meccanismi di compensazione tra enti: nel solo 2014 gli spazi finanziari inutilizzati dai municipi sono stati quantificati dal Ministero dell’economica in 1,8 miliardi di euro. Il costituendo tavolo di confronto potrebbe proprio partire da questo dato, che dimostra come lo sblocco degli avanzi non richieda coperture aggiuntive” conclude la parlamentare Pd. 

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pubblicata il 22 dicembre 2015

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