Informativa sugli attentati di Parigi ed approvazione della proroga delle missioni internazionali

17 novembre 2015

Durante l'informativa urgente di lunedì 16 scorso dei Ministri degli Esteri e degli Interni in relazione ai gravissimi attentati di Parigi (clicca qui), il Ministro Gentiloni ha rilevato come si sia aperto alla recente conferenza di Vienna uno spiraglio (che sarebbe stato fino a poco tempo fa ritenuto fantascientifico) per arrivare a una transizione politica in Siria, con il coinvolgimento fondamentale della Russia, per allontanare Assad senza correre il rischio di lasciare un vuoto che possa essere occupato da Daesh. Mentre il Ministro dell'interno ha elencato i numeri dell'impegno delle forze di polizia e dell'intelligence in quest'anno sul fronte della prevenzione del terrorismo con 147 arresti, 325 indagati a piede libero, 55 persone espulse. Assicurando il massimo impegno del Governo per aumentare in legge di Stabilità le risorse per garantire più uomini e mezzi a sicurezza della libertà dei cittadini, con particolare attenzione ai siti sensibili del prossimo Giubileo, da Roma a Padova.

Il tema dell'attacco terroristico di venerdì 13 novembre scorso ha segnato anche la discussione in Aula sulla conversione del decreto legge per la proroga della partecipazione del personale delle forze armate e di polizia alle missioni internazionali, nonché la prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo ed al sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione in numerose aree internazionale di crisi, approvato giovedì 19 novembre scorso e passato ora al Senato per il via libera definitivo. Aumentato in modo rilevante il personale militare partecipante ed estese le garanzie riconosciute ai Servizi segreti ai corpi militari speciali all'estero con un emendamento approvato pressoché all'unanimità con soli 5 voti contrari. Per la partecipazione alla "coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh" vengono infatti stanziati 64.987.552 euro per 750 uomini (fino al 30 settembre erano 525 i militari). Mentre la nuova missione Nato in Afghanistan denominata Resolute Support Mission viene rifinanziata con 58.617.770 euro e 834 uomini, quasi duecento in più rispetto ai 630 dei primi nove mesi dell'anno.

Misure che fanno seguito alle affermazioni del premier Matteo Renzi, che proprio il giorno precedente aveva sottolineato l'importanza di investire di più sulla sicurezza, ponendo però l'accento sulla necessità di non "farci snaturare dal terrorismo". A questo link (clicca qui) trovate la dichiarazione di voto del collega Andrea Manciulli, che ha sottolineato come siamo di fronte a un vero cambiamento del tema della sicurezza e all'emergere di una "guerra asimmetrica" che è "un mostro a tre teste", ovvero sia una guerra convenzionale contro l'autoproclamato Stato Islamico, sia una guerra mediatica visto che l'Isis vuole essere il miraggio del Califfato per tutti gli estremisti, sia vero terrorismo. Per cui "non basta la soluzione militare, perché il contrasto alla propaganda jihadista è altrettanto importante. Se noi facciamo atti che fanno crescere quella propaganda, non riusciremo a battere il nemico che abbiamo di fronte", che può combattere anche tra noi in Europa con 40.000 foreign fighters che, come dimostrano gli attentati di Parigi, hanno dai 17 ai 25 anni, un'istruzione islamica del tutto frammentaria e sono cittadini europei. Per questo bisogna agire sia sul piano militare che su quello politico. Anche se le analisi delle forze politiche possono essere diverse, combattere e difendere il Paese ci riguarda tutti e lo possiamo fare contro giovani kamikaze come questi solo se tutti condividiamo i medesimi valori della democrazia. In parte l'appello di Manciulli è stato accolto dalla stessa Lega, che si è astenuta sul voto finale.


pubblicata il 17 novembre 2015

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