Ca' Sugana al prefetto Lega «Abbiamo trovato un tetto ma ora tocca a voi agire» - La Tribuna

27 novembre 2015

Pagina 3, Primopiano

TREVISO Profughi all’addiaccio da giorni davanti alla Questura perché non ci sono più posti letto per accoglierli: il vicesindaco Roberto Grigoletto ieri sera ha trovato un ricovero per i 10 tra pakistani e afghani rimasti all’ex Appiani. Con la Croce Rossa li ha portati al dormitorio comunale di via Pasubio. Ma stamattina andrà a protestare in Prefettura: «Il Comune ha già fatto il massimo per i profughi», dice Grigoletto, «Queste emergenze le deve risolvere la Prefettura». Un gesto forte, che irrigidirà i rapporti tra Ca’ Sugana e prefetto Laura Lega, tra l’altra alle prese con la prossima apertura del secondo centro di prima accoglienza per profughi della Marca: dopo l’ex caserma Serena di Treviso-Casier, in primavera toccherà alla Zanusso di Oderzo. Ed è la seconda volta che Grigoletto risolve, al posto della Prefettura, una simile emergenza: la scorsa estate fece lo stesso con i profughi scaricati alla stazione ferroviaria. Profughi stavolta intirizziti, che solo in parte hanno trovato ricovero alla Caritas Tarvisina, che con altre sedi di 10 diocesi del nord Italia, la notte del 24 novembre, è stata oggetto di minacce e provocazioni xenofobe. Caritas nel mirino per il lavoro di accoglienza e integrazione che svolge. Autori del blitz, esponenti di destra di Veneto Fronte Skinheads, che hanno messo all’ingresso della sede Caritas di via Venier una sagoma tricolore a forma di cadavere e manifesti funebri contro lo Ius Soli, per condannare «il favoreggiamento di un’invasione pianificata di orde di immigrati extracomunitari», hanno scritto gli estremisti di Veneto Fronte Skinheads. Un’azione intimidatoria contro la sede di Treviso ma anche quelle di Como, Brescia, Crema, Lodi, Reggio Emilia-Guastalla, Piacenza-Bobbio, Trento, Mestre e Vicenza. Caritas nel mirino dell’estrema destra perché «in nome di un ipocrita umanitarismo di facciata ed un falso filantropismo, trova motivo di speculazione ed interesse, proponendo un pericolosissimo modello di integrazione volto solo ed esclusivamente a ridurre i popoli in una poltiglia indifferenziata», dice l’estrema desta. Immediata la reazione del mondo politico, con l’onorevole Simonetta Rubinato del Pd: «Esprimo solidarietà al direttore della Caritas Tarvisina don Davide Schiavon e ai suoi volontari: è stato un gesto vile e spregevole». E don Davide, in merito ai profughi accampati davanti alla Questura, dice: «Sono tutti afghani e pakistani che in treno se ne vanno dall’Austria. E, a quanto pare, non li fanno scendere prima che arrivino in Italia. È un fenomeno diverso da quello dei profughi che arrivano a contingenti e che sono ad esempio alla Serena, che la Caritas di Pordenone sta vivendo ormai da due anni. Ora arrivano anche da noi: faremo un tavolo operativo con le Caritas del Friuli».

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pubblicata il 27 novembre 2015

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