Rubinato: siamo in crisi di idee e di leadership ripartiamo dai giovani e dai candidati civici - La Tribuna di Treviso

07 giugno 2016

Pagina 9, Primopiano

VENEZIA Sembra non avere fine la quaresima del Pd veneto. «Ora siamo davvero all’anno zero», l’amaro commento della senatrice Laura Puppato «abbiamo perso un anno senza riuscire a scegliere la strada per eleggere il nuovo segretario politico, i territori sono stati abbandonati a se stessi e ora registriamo una nuova sconfitta, un dato acclarato e incontrovertibile che stabilizza il tronfo delle elezioni regionali che pareva frutto di specifica reazione negativa». L’allusione corre alla rocambolesca cancellazione del congresso, convocato il 3 luglio e poi sospeso sine die per decisione del Nazareno, sollecitato in tal senso dai dirigenti provinciali. Una dinamica - scandita dalla perdita di parecchi sindaci e dallo smacco di Chioggia, la più importante città veneta al voto con i dem esclusi dal ballotaggio - che innesca la frecciata di Roger De Menech, il segretario regionale uscente finito sulla graticola dopo il trionfo di Zaia coincidente con il crollo di Ale Moretti e record negativo dei consensi dem: «Oggi potrei chiedere le dimissioni dei vertici del Pd per la pesante sconfitta elettorale in tutti i principali comuni al voto», le parole del parlamentare «non lo faccio perché non credo che nel risultato veneto abbiano influito dinamiche nazionali o regionali, ogni esponente nazionale ha la responsabilità del proprio territorio e deve farsene carico. Fare lo scaricabarile non è nel mio stile, oltre a non essere minimamente utile. L’analisi? Questa tornata amministrativa evidenzia la nostra difficoltà a costruire una narrazione alternativa a quella della Lega che sia al tempo stesso coerente con i valori democratici e credibile per la maggioranza dei veneti, anche a livello comunale. Del resto, stiamo impegnando troppo tempo e troppe risorse in tattiche estenuanti e improduttive e pochissime per affrontare i problemi concreti». «Un risultato insoddisfacente, certo», fa eco Alessandra Moretti, la capogruppo in Regione «ma purtroppo è in continuità con il trend degli ultimi tempi. Io non credo affatto che si tratti di un voto contro il presidente Renzi, troppe le varianti locali, domenica la gente ha scelto i sindaci, non la guida del Paese»; resta la crisi dem, incapace di risalire la china... «Forse scontiamo il senso di responsabilità che ci spinge a sostenere le misure governative, a volte impopolari però necessarie ed efficaci. Nel Veneto, il populismo leghista e la contrapposizione a Roma fanno ancora presa ma io non mi arrendo, anzi. La nostra gente è dinamica, pragmatica, moderna. Premierà i fatti, non le parole. In autunno anche quelli che hanno votato per i nostri avversari diranno sì alla riforma costituzionale Boschi che cambia finalmente l’Italia». E nel frattempo? «Per ciò che mi compete, proseguiremo la nostra opposizione costruttiva a Zaia, battendoci sui contenuti ma senza ostruzionismo. Lui è un pilota che ha a disposizione una Ferrari e dimentica di fare il pieno di benzina, noi vogliamo che il Veneto riparta». Impietosa la diagnosi di Simonetta Rubinato: « È evidente l’effetto di trascinamento negativo della sconfitta alle regionali 2015 quando il Pd, raccogliendo poco più del 10% dell’elettorato ha dimostrato di non saper sintonizzarsi con il sentire profondo della società veneta. Ciononostante, il partito ha tergiversato fino ad oggi senza una guida né un programma e il risultato, salvo rare eccezioni, è sotto gli occhi di tutti»; vie d’uscita? « Lavorare per il radicamento del Pd ripartendo da quei candidati, anche civici, che hanno dato la loro disponibilità, e dai giovani consiglieri che hanno ottenuto forte consenso personale»; infine, la deputata lancia un allarme per il prossimo futuro: «Con un partito incapace di andare oltre il 15%, se si continua ad ignorare il messaggio che arriva dai veneti, c’è da temere per il risultato del prossimo referendum costituzionale e soprattutto delle prossime elezioni politiche». Filippo Tosatto

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pubblicata il 07 giugno 2016

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