Referendum, ostacoli a Brugnaro anche dai sindaci metropolitani - Corriere del Veneto

04 giugno 2016

Pagina 12, Cronaca

VENEZIA A Ca’ Farsetti i partiti sono già pronti alla bagarre, in particolare la Lega. Dopo che il sindaco Luigi Brugnaro ha portato in giunta un parere «tombale» sul referendum per separare Venezia e Mestre, giudicato incostituzionale perché contrario alla nuova legge Delrio, tra le forze politiche comunali è scoppiato il caos. E se da un lato la Lega Nord e i promotori accusano Brugnaro di aver tradito i patti pre-elettorali, dall’altro lo stesso Pd si sta dividendo tra favorevoli e contrari alla consultazione. Ma le fratture non riguardano solo Ca’ Farsetti, perché pure Ca’ Corner, cioè la nuova Città metropolitana, dovrà dare il suo parere. E se non c’è dubbio su quello che penserà il sindaco metropolitano, visto che è sempre Brugnaro, il quale ha anche già preannunciato un eventuale ricorso al Tar, tra i consiglieri non è difficile prevedere divisioni: tra favorevoli e contrari, ma anche tra convinti e scettici. Tra questi ultimi si può iscrivere certamente Giovanni Battista Mestriner, sindaco di Scorzè.

«A me pare una questione esclusiva del Comune di Venezia, che se la deve vedere con la Regione - spiega l’esponente del centrodestra, da sempre però un po’ critico verso Brugnaro - La Città metropolitana? Per me non c’entra nulla: anche una vittoria dei sì non porterebbe all’automatismo dell’elezione diretta del sindaco». La norma voluta dall’ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio, prevede infatti che l’elezione diretta avvenga solo nelle città metropolitane sopra i 3 milioni di abitanti (quindi solo Roma, Milano e Napoli) oppure laddove il Comune capoluogo si divida. «Ma qui non si è seguito quell’iter, dunque è sbagliato legare gli esiti del referendum alla Città metropolitana - conclude Mestriner - In ogni caso per me quando si chiede al popolo non si sbaglia mai. la sa più lunga di noi». Chi invece va contro tutti i formalismi è Massimo Sensini, sindaco leghista di Fossalta di Piave. «Con il referendum la volontà popolare sarà chiara e andrà rispettata - dice Sensini - Altro che Tar o non Tar, quelli sarebbero solo mezzucci. Se Brugnaro dice che i veneziani hanno già votato, io ritengo che oggi le condizioni siano diverse: è sempre giusto quando c’è una consultazione popolare».

Sul fronte del Pd di Ca’ Corner, invece, regna la prudenza. Andrea Cereser, che è anche sindaco di San Donà di Piave, per ora ha osservato il dibattito. «I vantaggi e gli svantaggi non mi sono ancora chiari e ammiro chi invece ha le idee già ben formate - sorride - Credo che serva un approfondimento serio, senza pregiudizi né in un senso, né in un altro». «Una cosa però è certa: mi pare un po’ antistorico pensare di dividere il capoluogo in un’epoca in cui stiamo cercando di unire - dice Alessandro Quaresimin, sindaco del Salzano - Quel lavoro di vicinanza ai cittadini lo potrebbero fare bene le Municipalità e invece Brugnaro sta facendo il grande errore di limitarle». «Si può essere per il sì o per il no, ma francamente da “democratici” non si può che sostenere che va data la parola ai cittadini», interviene la deputata pd Simonetta Rubinato, che invita a non dare alibi a Brugnaro e ad accorpare il referendum a quello sull’autonomia del Veneto in ottobre. Di «chiacchiere inutili», che nascondono la mancata volontà di «risolvere i grandi e piccoli problemi dei cittadini veneziani e metropolitani», parlano l’ex consigliere Idv Nicola Funari con Giuseppe Barbanti, Guglielmo D’Angelo, Pierluigi Stefinlongo e Luigi Tagliapietra.

E Francesca Zaccariotto? Da presidente della Provincia, nel 2014, diede parere favorevole a un analogo disegno di legge regionale. Oggi la sua giunta è contraria. «Prima di tutto vorrei fare una precisazione: il parere non è stato votato in giunta, ma presentato dal sindaco - sottolinea Zaccariotto - Poi in questi due anni sono cambiate tante cose, dagli enti al mio ruolo. E poi il sindaco ha fatto un’analisi di legittimità di cui non ho motivo di dubitare».

Alberto Zorzi

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pubblicata il 04 giugno 2016

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