Il rinvio del Congresso regionale Pd

01 giugno 2016

Il rinvio del congresso regionale, ufficializzato da una lettera del vicesegretario Lorenzo Guerini il 23 maggio scorso (clicca qui per leggerla), è stata un’ulteriore sconfitta per la dirigenza che ha gestito il Partito democratico veneto e responsabile ‘unitariamente’ della pesante sconfitta alle elezioni regionali (a questo link il mio parere espresso al Mattino di Padova: http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2016/05/20/news/pd-niente-congresso-rubinato-sconfitta-del-gruppo-dirigente-1.13509435), come avevo sostenuto allora. Il Congresso doveva essere fatto subito dopo le elezioni dello scorso anno, invece si è tergiversato, arrivandoci solo perché le varie correnti non sono riuscite nell’aprile scorso a trovare in assemblea la maggioranza necessaria sul nome di un traghettatore. Avviandosi così a celebrare un congresso senza alcun confronto vero e trasparente sui temi che interessano il Veneto, ma solo parlando di possibili candidature, con quattro persone incaricate di trovare la sintesi su un nome nell’area renziana, mentre una commissione di eletti è stata incaricata di dettare la linea politica su temi ‘caldi’ come quello dell’autonomia, linea che i candidati alla segreteria avrebbero addirittura dovuto sottoscrivere prima del congresso secondo il regolamento approvato in direzione settimane fa! Beh, in queste condizioni il rinvio del congresso regionale da parte del nazionale è il male minore: al Pd Veneto non servirebbe infatti a nulla un congresso per la conservazione dello status quo, ma un congresso di radicale cambiamento.

Per questo ho letto come un segnale positivo di apertura alla discussione l’intervista a Davide Zoggia sul Mattino di Padova (http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2016/05/15/news/zoggia-accende-i-dem-si-al-referendum-basta-balletti-nel-pd-1.13480474), in cui il collega riconosce l’importanza del tema dell’autonomia per il Veneto e, ricordando anche il mio emendamento sulla specialità da attribuire alla nostra regione, invita il Pd Veneto a spendersi in modo convinto per il sì al referendum per l’autonomia. Da tempo mi batto per questo e perché questo tema sia tra le priorità di un congresso regionale vero, fatto sui contenuti che interessano i veneti e non solo sui nomi, aperto al dibattito con tutti gli iscritti e con la società veneta e non solo nelle commissioni interne.

Mi auguro che ora la segreteria nazionale non umili il partito in Veneto con un commissariamento, che è stato sempre riservato a situazioni ben più critiche, ma - come ho auspicato nel mio intervento in un’ultima riunione del Pd regionale - sia valorizzato l’operato dei coordinatori provinciali, gli unici organi legittimati a termine di Statuto e quanto mai preziosi in questa fase organizzativa del referendum costituzionale. Potrebbero coordinarsi tra loro – con uno di loro che funga da primus inter pares – e direttamente alla segreteria nazionale nella persona del vicesegretario Guerini, con la collaborazione dovuta da parte degli eletti.

Vedi l'articolo de Il Gazzettino di lunedì scorso (clicca qui) e anche la mia Intervista a ReteVeneta del 20 maggio scorso sul rinvio del congresso (clicca qui).


pubblicata il 01 giugno 2016

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