Primo via libera della Camera al testo sul contenimento del consumo del suolo

14 maggio 2016

Azzerare il consumo di suolo entro il 2050 secondo gli obiettivi prefissati dall'Unione europea: è l'obiettivo principale del disegno di legge approvato il 12 maggio scorso alla Camera e che ora sarà sottoposto al giudizio di Palazzo Madama. Il disegno di legge valorizza i principi del riuso e della rigenerazione urbana (link al testo: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00973252.pdf). Quattro i ministeri coinvolti: Ambiente, Beni Culturali, Politiche Agricole e Infrastrutture. Il dicastero di via XX Settembre, di concerto con gli altri tre, avrà il compito di indicare, con decreto, la riduzione progressiva vincolante di consumo del suolo a livello nazionale. Le Regioni dovranno dettare, a loro volta, le disposizioni per incentivare i Comuni a promuovere il recupero degli immobili dismessi. I Comuni dovranno invece segnalare annualmente al prefetto le proprietà sfitte, e preparare disposizioni per promuovere strategie che favoriscano la rigenerazione urbana e il rinnovo edilizio. Nel testo è stata prevista la proporzionalità tra l’entità dell'intervento sul consumo del suolo e le conseguenti misure adottate ai fini della compensazione ambientale ed eliminata la previsione per la quale le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano avrebbero dovuto revisionare la propria pianificazione urbanistica ogni 5 anni. Il censimento degli edifici e delle aree dismesse costituirà per i Comuni un presupposto necessario e vincolante per l'eventuale pianificazione di nuovo consumo del suolo. Si migliorerà la qualità energetica e sismica degli edifici grazie alla demolizione e alla ricostruzione all'interno della medesima proprietà di un edificio di pari volumetria e superficie utile. E' stata poi data ulteriore attenzione alle periferie degradate, prevedendo che i proventi dei titoli abilitativi edilizi siano destinati anche al risanamento di complessi edilizi presenti in queste aree. Dopo l'approvazione, l'iter prevede un periodo transitorio (3 anni) in cui non si potrà consumare suolo, se non per opere già previste dai piani urbanistici. Solo le infrastrutture e gli insediamenti produttivi strategici di preminente interesse nazionale, oltre le opere di interesse statale e regionale, non rientrano nei vincoli della legge. 

Per approfondire a questo link trovate il dossier predisposto dal gruppo Pd della Camera: http://www.deputatipd.it/files/documenti/146_Contenimento%20del%20consumo%20del%20suolo.pdf.

Concludo segnalando che, in occasione dell’approvazione del disegno di legge sulla riduzione del consumo di suolo, è stato accolto l’ordine del giorno, predisposto dalla Collega Margherita Miotto e sottoscritto anche da tutti noi deputati veneti (che trovate a questo link http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/227284), che impegna il Governo “a vigilare anche nella attuazione della presente legge a che le regioni rispettino gli orientamenti della Corte costituzionale in tema di libertà di culto, affinché gli strumenti urbanistici assicurino la previsione di spazi e strutture da destinare all'esercizio pubblico del culto, nel rispetto del pluralismo religioso, senza alcuna discriminazione delle singole confessioni”.


pubblicata il 14 maggio 2016

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