Asili nido e scuole paritarie a rischio «Mancano i soldi» - Il Giornale di Vicenza

18 maggio 2016

Pagina 6, Regione

Due distinti segnali di allarme arrivano in Parlamento per le scuole paritarie e gli asili nido del Veneto. PARITARIE. L'on. Simonetta Rubinato (Pd) segnala con un'interrogazione alla Camera che «il ritardo nell'emanazione del decreto ministeriale che fissa i criteri e parametri per l'assegnazione dei contributi per l'anno scolastico 2015/16 (dovuto alla necessità di tener conto della sentenza del Tar che ha dato ragione ad un ricorso di Aninsei, sulla questione della definizione delle scuole 'senza fini di lucro') preoccupa fortemente i gestori delle scuole paritarie dell'infanzia del Veneto». Il rischio è di far peggio dell'anno scorso, quando il decreto ministeriale fu emanato il 22 aprile «e i contributi furono concretamente ricevuti dalle scuole del Veneto solo tra la fine di agosto e i primi di settembre. Il prorogarsi di un ulteriore ritardo significa far slittare ad ottobre i pagamenti mettendo a rischio l'erogazione degli stipendi agli insegnanti nei mesi estivi in cui i gestori non ricevono le rette delle famiglie». La situazione è particolarmente preoccupante in Veneto, dove le scuole paritarie dell'infanzia accolgono quasi 90 mila bambini coprendo il 65% dell’offerta formativa. ASILI NIDO. Per gli asili nido invece il sen. Antonio De Poli (Ap-Udc) segnala che «dalla Regione Veneto ci sono ritardi su ritardi: i rubinetti sono a secco e asili nido e nidi in famiglia (le strutture che accolgono i bambini da 0 a 3 anni) attendono ma soprattutto guardano al futuro con grande sfiducia: chiediamo a Palazzo Balbi di svelare le proprie intenzioni sulla prima infanzia. Non ci sono certezze rispetto alla pianificazione delle risorse necessarie. Il presidente Zaia batta un colpo». Per i nidi in famiglia «le risorse sono ancora congelate» (1800 posti a rischio). Per gli altri mancano ancora contributi 2014 e 2015 e «per il 2016 la Regione è riuscita a fare anche peggio: 31 milioni stanziati quest'anno, contro i 42 milioni dell'anno precedente».

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pubblicata il 18 maggio 2016

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