«Ora Luca resti seduto al tavolo» - La tribuna di Treviso

18 maggio 2016

Pagina 10, Regione

di Claudio Baccarin wPADOVA Si sono “inseguiti” per qualche settimana e ieri finalmente si sono incontrati negli uffici del ministero degli Affari regionali, in via della Stamperia, a Roma. Simonetta Rubinato (Pd), segretario della quinta commissione (Bilancio, tesoro e Programmazione) di Montecitorio e componente della commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, ha espresso al ministro Enrico Costa (Area Popolare) il disagio degli amministratori veneti, in particolare di quelli trevigiani e vicentini, che, paradossalmente, vengono penalizzati, specie nell’assunzione di personale, proprio perché in passato hanno contenuto la spesa. Sul tavolo il tema del referendum sull’autonomia del Veneto, alla luce della lettera che il ministro Costa ha inviato lunedì al presidente del Veneto Luca Zaia. «Il contenuto principale della lettera - puntualizza l’onorevole Rubinato - è senza dubbio la disponibilità del governo Renzi alla trattativa con il Veneto. Ritengo che a questo punto, invece di continuare a mandare quotidianamente comunicati in cui sottolinea la sua scarsa simpatia nei confronti del governo nazionale, Zaia debba sedersi al tavolo, portando dati, e dimostrando la sua capacità negoziale». Si tratta di una partita alla quale il Veneto forse arriva con un po’ di ritardo. «Il federalismo - aggiunge Rubinato - è stato introdotto con la riforma costituzionale del 2001. Mi chiedo perché la nostra Regione abbia cominciato a chiedere l’autonomia nel 2016. Il mio emendamento alla legge di stabilità sull’autonomia differenziata è entrato in vigore il primo gennaio 2014. Ricordo benissimo che nel dicembre 2013 Zaia disse che “non si poteva pensare di curare un malato grave con l’aspirina”. Bene, prendo atto che lui non credeva all’articolo 116 e che ora ha cambiato idea. Certo è che uno guida una Regione deve portare a casa dei risultati, ma il cavallo di battaglia dell’indipendenza gli serviva per vincere le Regionali del 2015. Ebbene, ora Zaia deve ricordarsi che l’hanno eletto i veneti. Quella che deve affrontare è una salita ripida, che richiede un passo lento e continuo. Ma se riuscirà a strappare maggiore autonomia, sarà un bene per tutti, non solo per la Lega Nord». Servirà tanta pazienza. «Certo - sottolinea Rubinato - questa è partita che non si chiude in una settimana e nella quale Zaia si gioca la sua credibilità: ho parlato con il ministro Costa e devo dire che da parte del governo non c’è nessuna preclusione nemmeno ad affrontare il tema della compartecipazione alle entrate fiscali. Non si potrà di sicuro arrivare ai nove decimi di Trento e Bolzano, ma la trattativa si può aprire». In questo quadro come s’inserisce il referendum sull’autonomia? «Il Veneto non ne può più di chiacchiere. Il referendum sull’autonomia servirà come stimolo al tavolo della trattativa». Zaia chiede l’election day per risparmiare spese pari a 14 milioni di euro. «Io ritengo opportuno che le due consultazioni debbano essere distinte: è meglio una data diversa. Io voterò sì al referendum costituzionale, che certo dividerà gli italiani. La battaglia che si svilupperà su quel versante non però può essere usata per dividere i veneti sull’autonomia. Il Pd veneto? Bisogna che eviti di mettersi sulla difensiva e che abbia la schiena dritta. Non possiamo aspettare indicazioni da Roma, piuttosto siamo noi che dobbiamo dare una mano al governo».

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pubblicata il 18 maggio 2016

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