«Voto sull'autonomia, i soldi meglio spesi»

04 aprile 2016

Pagina 13, Nordest

Il referendum sull’autonomia del Veneto? «Va fatto, bisogna farlo. Lo prevede una legge della Regione Veneto che ha passato il vaglio della Consulta. SE il governatore non lo indicesse, non darebbe attuazione alla norma». Ma senza election day, il referendum costerà ai veneti 14 milioni di euro. «Posso dire che sono soldi ben spesi?». A parlare così non è un leghista della corte di Luca Zaia, ma un parlamentare del Pd di Matteo Renzi. Certo, un’esponente dem sui generis, visto che si tratta di Simonetta Rubinato, la deputata trevigiana che da tempo insiste sul tema dell’autonomia, peraltro senza troppa compagnia anche se adesso si stanno staccando un po’ di voci dal coro del no-al-referendum-tanto-non-serve. Favorevole alla consultazione è ad esempio il parlamentare veneziano Davide Zoggia. Ma sono pur sempre voci minoritarie, visto che proprio ieri il segretario del Pd veneto Roger De Menech ha ribadito che il voto può essere tranquillamente "scavalcato" se si apre la trattativa con il Governo per dare più poteri alla Regione Veneto come previsto dall’articolo 116 terzo comma della Costituzione. Argomentazioni che Rubinato contesta. «Intanto sono contenta di non essere più sola in questa battaglia - dice la parlamentare trevigiana - Io ho invitato il governatore a fare il referendum e dico che se si rimane nell’alveo costituzionale il Pd non può essere subalterno a Zaia». De Menech dice che Zaia col referendum fa solo propaganda. «Propaganda? C’è una legge della Regione Veneto, la numero 15 del 2014, che delega il governatore - testuale - a "instaurare con il Governo un negoziato volto a definire il contenuto di un referendum consultivo finalizzato a conoscere la volontà degli elettori del Veneto circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia della Regione del Veneto". La legge indicava cinque quesiti, solo uno ha passato il vaglio della Corte costituzionale e adesso il governatore sta dando esecuzione a quella norma. Questa è propaganda?». Però il rischio c’è, non crede? «Zaia ha parlato di una "no fly zone" e voglio sperare che sia davvero una battaglia per i veneti. Quanto al merito, non è per niente ininfluente una manifestazione di volontà popolare da parte dei veneti che si trovano stretti tra due regioni speciali e che reclamano giustizia fiscale e un migliore funzionamento dell’amministrazione. Il referendum va fatto: accompagna e guida il percorso di negoziato». I suoi dicono che Zaia chiede la luna invocando il modello Bolzano. «Ma è una trattativa, mica si può iniziare chiedendo poco o nulla». Al suo segretario cosa dice? «Che non possiamo restare indietro. E a chi invoca la macroregione faccio presente che sarà impossibile senza una specialità/autonomia del Veneto. Ah, un’altra cosa: non è vero che il nuovo 116 della riforma Boschi avrà più materie da devolvere, il perimetro semmai è più circoscritto, ma questo va a responsabilità di chi ha governato la regione negli ultimi 15 anni e non ha mosso un dito». © riproduzione riservata

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pubblicata il 04 aprile 2016

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