Il dibattito pubblico promosso il 12 marzo scorso dall'associazione YESPODEMO al Teatro civico di Schio sul tema "Autodeterminazione: i veneti decidono il Veneto del futuro"

13 marzo 2016

Al dibattito pubblico promosso il 12 marzo scorso dall'associazione YESPODEMO al Teatro civico di Schio sul tema "Autodeterminazione: i veneti decidono il Veneto del futuro" ho ricordato come nel diritto internazionale la nozione di autodeterminazione sia stata applicata in modo selettivo e limitato, soprattutto ai casi di liberazione di un popolo dal dominio coloniale, razzista e dall'occupazione straniera. Al di fuori di casi simili il diritto internazionale tende a valorizzare come normale forma di autodeterminazione il suo godimento all'interno della cornice sovrana dello Stato di cui si è cittadini, come diritto di prendere parte al processo di decisione politica e di perseguire liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale. Questo secondo me conferma che la strada da perseguire per non illudere i veneti e raggiungere dei risultati concreti non è quella dell'indipendenza o della secessione, ma quella del diritto a vedersi riconosciuto come Veneto uno status di autonomia speciale o differenziata. Utilizzando finalmente lo strumento previsto dal 2001 all'art. 116 3º comma della Costituzione secondo la procedura prevista dal comma 571 della legge 27 dicembre 2013 n. 147 (frutto di un mio emendamento). Solo così in tempi ragionevoli potremo dare una risposta ai bisogni e alle aspirazioni di libertà e di non-dipendenza di chi è nato o vive in Veneto.

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pubblicata il 13 marzo 2016

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