La crisi del settore lattiero

04 agosto 2016

Ho partecipato il 18 giugno scorso alla 30^ Assemblea generale di Aprolav, l'Associazione Regionale dei produttori di latte che aggrega oltre 3.500 aziende di tutte le province del Veneto. Il quadro della situazione emerso dalla relazione del Presidente Terenzio Borga certifica il dramma che vive il settore (che nel 1986, quando fu fondata Aprolav, contava in Veneto 43.800 i produttori, di cui 18.400 si iscrissero alla neonata organizzazione), aggravato dall'abolizione delle quote latte e conseguente riversamento sul continente di quasi 10 milioni di tonnellate di latte proveniente dal Nord Europa. A pagarne le conseguenze maggiori sono i Paesi, come l'Italia, la cui produzione non copre la domanda interna e quindi importa latte ad un prezzo medio europeo di 26,29 centesimi al litro, molto al di sotto del costo di produzione degli allevatori italiani, impossibilitati a competere con l'estero, anche se produttori tedeschi e polacchi presenti all’incontro hanno confermato che vivono gli stessi problemi.

Certo, il Governo ha messo in campo diverse iniziative a sostegno del comparto, e il Parlamento ha di recente introdotto l'etichetta obbligatoria per i derivati del latte sulla provenienza della materia prima. Da ultimo, nel decreto legge appena approvato alla Camera sugli Enti Territoriali, è stata autorizzata all’articolo 23 la spesa di 10 milioni di euro per il 2016 per sostenere i produttori di latte in ragione di una pianificazione dell'offerta volta alla riduzione dei livelli produttivi. Il medesimo articolo rifinanzia per un importo di 6 milioni di euro per il 2016 e di 4 milioni di euro per il 2017 il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, al fine di consentire l'acquisto e la distribuzione gratuita di latte. Nel corso dell'esame in Commissione sono stati previsti inoltre due interventi aggiuntivi: uno relativo alla stipula di accordi quadro per la disciplina dei contratti di cessione di latte e l’altro per la disciplina dei criteri di compensazione attinenti al pagamento delle multe per il superamento delle quote latte, limitatamente alla campagna lattiero- casearia 2014-2015.

Ma i risultati concreti – mi dicono gli allevatori- sono ancora insufficienti di fronte al peso contrattuale delle multinazionali della trasformazione e distribuzione. Per questo il Presidente  Borga ha affermato che "il Veneto ha bisogno di un polo importante del lattiero caseario, da produttori sentiamo la necessità di poter contare su una cooperazione organizzata e forte per resistere alle turbolenze del mercato ed alle difficoltà di vendita nei confronti della grande distribuzione organizzata". E una giovane produttrice di latte della Lombardia ha dichiarato: "Basta piangerci addosso, il mondo è cambiato, dobbiamo adeguarci e trovare nuove strade, facendo rete anche a livello europeo".

Da parte mia ho auspicato una maggiore capacità delle associazioni rappresentative di fare squadra, selezionando obiettivi prioritari su cui interpellare le istituzioni regionali e nazionali, mettendomi a disposizione come parlamentare del territorio.

 


pubblicata il 04 agosto 2016

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