Molotov sul Comune, filmati al vaglio Presidiato il centro di Vittorio Veneto - Corriere del Veneto

25 novembre 2016

Pagina 11, Cronaca

TREVISO L’occhio elettronico che avrebbe potuto riprendere l’attentato incendiario era orientato su un altro lato della piazza. Non c’è quindi una sola immagine degli sconosciuti che, martedì notte, hanno scagliato contro il municipio quattro bottiglie molotov. E’ il primo elemento certo che trapela dalle indagini e che fa capire come la strada per individuare i responsabili si faccia ora più tortuosa.

Piazza del Popolo e le strade del centro città sono disseminate di telecamere pubbliche e private, e ci sono ore di filmati da analizzare, immagine dopo immagine, ma l’atto incendiario è rimasto fuori dal cono visivo degli occhi elettronici e i carabinieri del nucleo investigativo di Treviso e la Digos, dovranno scandagliarle a caccia di presenze che possano essere collate nella piazza al momento degli scoppi. L’ipotesi di reato formulata dalla procura è pesante: preparazione, detenzione e porto di armi da guerra. E il fascicolo è a carico di ignoti visto anche che, a più di 24 ore, non è arrivata alcuna rivendicazione. Per questo le indagini continuano senza escludere nessuna pista. Anche se per gli investigatori sembra non casuale il fatto che le molotov, realizzate con bottiglie di vetro e liquido infiammabile, siano state lanciate contro il palazzo comunale a meno di un’ora dalla fine dei festeggiamenti per i 150 di fondazione della città.

Una celebrazione che ricorda la fusione dei comuni di Ceneda e Serravalle, ma anche il plebiscito che nel 1866 decretò l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. Un evento storico contestato da frange venetiste e indipendentiste che potrebbero aver voluto protestare con un attentato di chiara matrice anarchica. Ma l’attenzione è rivolta anche ai gruppi estremisti che potrebbero non aver gradito quanto successo al Ceis, martedì mattina, durante l’allontanamento di tre stranieri sprovvisti dei requisiti per l’accoglienza. Nulla si può escludere visto che nessuno, almeno fino ad ora, si è attribuito la paternità del gesto. E anche questo preoccupa il sindaco Roberto Tonon: «Siamo sereni perché sappiamo il grande lavoro che stanno facendo le forze dell’ordine, ma ho chiesto ai carabinieri di aumentare i controlli sul palazzo municipale e in città per evitare che possa succedere ancora».

Un appello subito accolto dai carabinieri che hanno intensificato i dispositivi di vigilanza, ma anche dall’onorevole Simonetta Rubinato che ieri ha depositato alla Camera, un’interrogazione al Ministro dell’Interno Angelino Alfano, firmata anche dai colleghi Gero Grassi e Floriana Casellato: «Quanto successo non va sottovalutato e ho concordato con il sindaco, di richiamare l’attenzione del Viminale perché venga assunta ogni iniziativa necessaria a rafforzare i dispositivi di sicurezza». A renderlo necessario secondo la parlamentare, non solo l’attacco incendiario ma anche le tensioni che si sono registrate al Ceis. «Non ho dubbi che gli inquirenti stiano lavorando con la massima diligenza – conclude Rubinato, ma i cittadini vittoriesi, che stanno anche dando un grande contributo in termini di accoglienza e solidarietà, devono poter vivere in tranquillità». Intanto il Comune punta sul progetto già finanziato con 63 mila euro, per il potenziamento delle telecamere in centro e altre zone nevralgiche della città.

Milvana Citter

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pubblicata il 25 novembre 2016

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