Il confronto con Bepi Covre: 2 eretici x 2 s a 2 referendum

05 novembre 2016

Con Bepi Covre il 4 novembre scorso abbiamo lanciato da Oderzo, ospiti del comitato “Basta un sì opitergino”, un appello ai veneti perché esprimano un DOPPIO Sì, sul referendum costituzionale del 4 dicembre e sul referendum consultivo regionale per l’Autonomia del Veneto della prossima primavera, per sostenere il cambiamento di cui il Veneto ha da tempo bisogno. Da troppi decenni infatti il cambiamento nella politica italiana si fa solo a parole: questa è l’occasione per cominciare concretamente a cambiare la composizione del Parlamento e il meccanismo di approvazione delle leggi per rendere la nostra democrazia più funzionale a rappresentare i bisogni dei cittadini e a governare in modo più efficace le questioni decisive per il nostro Paese. La società sta cambiando e si è globalizzata, per questo bisogna ripensare al ruolo dello Stato e delle Regioni dentro l’Unione europea e non solo. Con il DOPPIO Sì si mette anche in discussione la disparità che oggi esiste tra la nostra regione e quelle speciali confinanti, esigendo gli strumenti e le risorse che derivano da una maggiore Autonomia e che sono necessari alla competitività del nostro territorio, dentro un sistema nazionale più moderno e più efficiente. A questo link la notizia dell'incontro sulla stampa: http://www.trevisotoday.it/politica/oderzo-rubinato-covre-campagna-si-referendum-2016.html

Nei giorni successivi Bepi Covre è stato fortemente attaccato dalla dirigenza della Lega Nord-Liga Veneta proprio per la sua posizione favorevole al referendum costituzionale con toni assai poco democratici (clicca qui per leggere la rassegna stampa sul tema). Covre, peraltro, da uomo libero, pur ancora iscritto alla Lega Nord, ha mantenuto la propria posizione, da ultimo riportata in questa intervista su Italia Oggi (clicca qui per leggere l'intervista).

In realtà io e Covre siamo forse 'eretici' per la dirigenza dei partiti cui siamo iscritti, ma di sicuro rispetto alla società veneta gli 'eretici' non siamo noi e le nostre idee. Il Veneto più di altre regioni chiede da tempo il cambiamento istituzionale necessario a livello nazionale per poter cogliere le sfide e le opportunità dell'economia globale, in particolare lo chiedono le aziende di eccellenza e le rispettive filiere che competono sui mercati internazionali nonostante il peso e la burocrazia del fisco italiano. Ma contemporaneamente il Veneto chiede anche un cambiamento a livello regionale che si traduce nel bisogno di una maggiore Autonomia. Sono convinta che la maggioranza dei veneti e anche molti elettori della Lega Nord-Liga veneta, sia per il referendum del 4 dicembre che per quello sull'Autonomia della prossima primavera, non guarderanno le sigle di partito (che non ci sono nelle schede elettorali), ma voteranno per il cambiamento contro la conservazione dello status quo, secondo il pragmatismo e il buon senso veneto.

E’ la segreteria veneta della Lega Nord a dover verificare la propria “coerenza”: come si conciliano i bisogni e gli interessi del Veneto con la posizione antieuropeista e nazionalista di Salvini? La Lega Nord in Veneto ha raccolto negli anni passati i voti di chi chiedeva il cambiamento, di chi voleva un Veneto più forte e autonomo dentro l'Europa delle Regioni, di chi chiedeva proposte di buon Governo. La Lega Nord, anzi forse in futuro solo 'Lega' senza Nord, a guida Salvini, che cerca di lucrare il massimo di rendita d’opposizione con le sparate anti-migranti e anti-euro, che ha dimenticato regionalismo e federalismo, potrà continuare a conciliarsi con la tradizione fortemente regionalista e nel contempo europea dei veneti? Io non credo. E il test del 4 dicembre ce lo dirà. Dimostrando magari che in Veneto eretica è la Lega di Salvini e non certo l'amico Bepi Covre.

Un concetto che ho cercato di spiegare anche in questa intervista di Reteveneta: https://youtu.be/fbktjvDJXMs.


pubblicata il 05 novembre 2016

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